Lunedì 22 Aprile 2024

Aggressioni, borseggi, rapine, episodi di violenza sono sempre più frequenti a Vienna. Di solito vi si vedono coinvolti cittadini stranieri anche di non recente immigrazione. Ma i viennesi doc non sono da meno. Ieri, per esempio, è dovuta intervenire la polizia in un appartamento del centro, perché una donna di 36 anni, ubriaca e in preda all’ira, stava per scagliare il figlioletto di un anno dalla finestra. All’origine della crisi, una lite con la madre di 59 anni. Presenti alla scena altri due figlie della donna, di 2 e di 12 anni. Fortunatamente la tragedia è stata evitata, grazie all’arrivo tempestivo della polizia, avvisata da qualcuno. La donna, mentre veniva arrestata, si è scagliata con calci e pugni contro i poliziotti, ferendone uno.

Un altro episodio di violenza è stato segnalato sulla Wiener Gürtel, la “cintura” che circonda il centro storico della capitale, all’esterno del Ring. Qui, all’altezza della stazione della metropolitana di Josefstädter Strasse, nel quartiere di Ottakring, la polizia che già si trovava sul posto per normale vigilanza ha notato che due uomini stavano litigando. Poi uno dei due – risultato successivamente essere un afghano di 27 anni – si è afflosciato a terra, mentre l’altro si dava alla fuga, infilandosi nelle scale della metropolitana.

I poliziotti lo hanno inseguito, riuscendo a raggiungerlo prima che scomparisse a bordo di un convoglio. Si tratta di un cittadino bulgaro, lui pure di 27 anni. Altri poliziotti, nel frattempo, hanno prestato soccorso all’afghano, con l’ausilio di personale sanitario del Fond Soziales Wien e poi degli infermieri dell’ambulanza, che hanno accompagnato l’uomo in un ospedale. Presentava ferite da armi da taglio.

Le ricerche nel luogo dell’aggressione hanno portato al rinvenimento di un coltello gettato in un’aiuola. L’arma è ora all’esame della polizia scientifica, per verificare se sia quella usata per ferire l’afghano. La polizia criminale ritiene che l’episodio vada inquadrato nello spaccio di droga in città, ma per ora rimane solo un’ipotesi, in attesa di poter interrogare l’uomo ferito.

Ciò che allarma di più la polizia è che l’aggressione, questa volta, sia avvenuta poco dopo mezzogiorno e in una zona centrale di Vienna molto trafficata: un’ora della giornata e un luogo della città dove ci si poteva sentire sicuri, perché episodi del genere finora erano avvenuti sempre di notte e in luoghi appartati.

NELLA FOTO, la stazione della metropolitana della Josefstädter Strasse, dallo stile inconfondibile che rimanda al progettista architetto Otto Wagner, come il viadotto che si intravede sullo sfondo. Qui ha tentato la fuga il bulgaro dopo l’accoltellamento.

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