Sabato 20 Aprile 2024

Sulla Jakominiplatz di Graz è apparso un manifesto di formato gigante che ha fatto scalpore. Era stato commissionato da “Maximus”, bordello molto frequentato del capoluogo stiriano. Come è noto, la prostituzione in Austria è legale ed è disciplinata da leggi emanate dai singoli Länder. Non è legale, invece, fare pubblicità ai bordelli. Il divieto, tuttavia viene aggirato con vari stratagemmi perché, come si sa, la pubblicità è l’anima del commercio.

Questa volta, però, “Maximus” sembra aver esagerato, sia per il messaggio che per il luogo scelto: la Jakominiplatz è nel cuore della città, un punto di snodo del traffico, su cui converge la Herrengasse (la “strada dei signori”), nome con cui nelle città austriache si indica solitamente la via più importante del centro.

Il manifesto era quasi interamente occupato da una scritta a caratteri cubitali: “Assumiamo esaminatori di ragazze”. A fianco della scritta, la silhouette di un maschio nerboruto. Il manifesto ha suscitato scandalo e unanime condanna, a cominciare dall’amministrazione comunale, che a Graz è retta da una donna, Elke Kahr, del Partito comunista.

I motivi per dissentire dal manifesto potrebbero essere tanti, a cominciare da una questione di buon gusto e dal carattere sessista nel chiamare “esaminatori” quelli che, in buona sostanza, sarebbero i clienti della casa di piacere. Ma le proteste principali sono state rivolte alla violazione della legge che non consente la pubblicità per la prostituzione e all’uso della parola “ragazze” (in tedesco “Mädchen”), interpretato come un incentivo alla pedofilia.

L’ultima delle critiche è apparsa la meno convincente. A nessuno oggi la parola “ragazza” fa venire in mente una minorenne. È un termine ormai abusato anche per età che superano i 18 anni. Non più tardi di qualche giorno fa sulla pagina Facebook “Italiani a Vienna” è apparso un post di una italiana in cerca di lavoro che incominciava così: “Sono una ragazza di 30 anni (trent’anni!)…”.

Il titolare di “Maximus” l’ha presa però molto sul serio e ha reagito in tempo reale, sostituendo il primo manifesto con uno nuovo. Il maschio nerboruto è scomparso. È rimasta la scritta ma modificata: “Per favore scusateci per l’errore formale nella nostra precedente offerta di lavoro. Noi assumiamo esaminatori di signore”. Dunque non più “ragazze”, per evitare fraintendimenti pedofili, ma “signore”.

Nel testo in tedesco, però, si coglie un ulteriore elemento di neutralità di genere. Si legge infatti “LadiestesterInnen”, che alla lettera sta per “esaminatori ed esaminatrici di signore”. La “I” maiuscola nel mezzo della parola viene usata, infatti, in luogo della doppia parola “Ladiestester (maschile) und Ladiestesterinnen (femminile)”. Insomma il gestore del bordello ha voluto prendersi gioco dei suoi critici, esagerando nella correttezza di genere del linguaggio adoperato.

Non sappiamo quale seguito avrà la vicenda, se ci sarà una denuncia e se “Maximus” sarà chiamato a pagarne le conseguenze. Ma terremo d’occhio Graz, per vedere come andrà a finire. L’unica cosa certa, per ora, è l’insperata pubblicità gratuita al bordello. O forse era proprio ciò che il suo gestore aveva messo in conto fin dall’inizio.

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