Martedì 23 Aprile 2024

Sono due gli aspetti della vita politica di Giorgio Napolitano che più hanno colpito l’opinione pubblica austriaca (almeno di quella parte di opinione pubblica che guarda al di fuori del cortile di casa). Ne abbiamo avuto conferma oggi, nei giornali di qui che danno notizia della scomparsa del presidente emerito. Il primo è il fatto di essere stato il primo esponente del Partito comunista italiano a diventare Capo dello Stato. Il secondo, di essere stato il primo Capo dello Stato rieletto alla carica per un secondo mandato.

Quella che a noi apparve allora quasi una forzatura del dettato costituzionale (ma non lo era), in Austria è la norma: qui tutti i Capi dello Stato vengono rieletti per un secondo mandato, benché la durata sia di 6 anni (un solo anno in meno rispetto all’Italia). E la rielezione è così scontata che nessun partito si oppone proponendo serie contro candidature. Le sole volte in cui un presidente non è stato rieletto sono quando è morto in carica, in genere di vecchiaia, o quando si è trovato coinvolto in uno scandalo (l’unico caso è quello di Kurt Waldheim, che aveva nascosto la sua partecipazione alla guerra di sterminio nei Balcani).

La notizia del decesso di Napolitano è apparsa già ieri sera su tutti i siti web dei media austriaci e oggi è presente in tutte le edizioni cartacee dei giornali. Con maggiore o minore risalto. La “Kleine Zeitung”, per esempio, si limita a un titolo minore a piede di pagina. Ma forse dipende dal fatto che l’annuncio della morte è arrivato a tarda ora, quando le redazioni ormai erano in chiusura.

Tutti i giornali ripropongono la biografia del presidente, come riportata dall’Austria Presse Agentur, che a sua volta l’ha ripresa dalla nostra Ansa. Ma alcuni ci aggiungono annotazioni particolari, talvolta dovute a colleghi della stampa austriaca che hanno lavorato a Roma o hanno conosciuto personalmente Napolitano.

“Der Standard”, per esempio, ne sottolinea l’alto gradimento presso l’opinione pubblica italiana e ne spiega anche le ragioni. “Una parte non irrilevante delle simpatie – scrive Dominic Straub – Napolitano la doveva alla sua cortesia e alla sua impeccabile educazione. Era un gentleman di vecchia scuola, un vero ‘Signore’ (in italiano nel testo, con l’iniziale maiuscola). Ed era una persona integerrima al 100 per cento, una qualità non molto diffusa nella politica italiana”.

“È stato uno dei presidenti più importanti della moderna Italia – si legge nel sito web dell’Orf, l’emittente pubblica radiotelevisiva – Durante la crisi finanziaria, Napolitano ha contribuito a salvare il Paese dalla bancarotta e poi a risollevarlo dalla sua crisi politica”.

NELLA FOTO, il presidente Napolitano con il collega austriaco Heinz Fischer, da lui definito “vecchio amico”, nella visita di Stato a Roma nel 2014, di cui avevamo riferito il 13 novembre 2014.

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