Mercoledì 22 Maggio 2024

20.02.20 Vienna, hotel SacherGli affari dell’hotel Sacher di Vienna e delle attività connesse vanno a gonfie vele, come si evince dai dati di bilancio della società, resi pubblici in questi giorni. Il fatturato è cresciuto da 83,9 a 89,5 milioni (quasi il 7%), mentre gli utili sono stati di 11,5 milioni, con un aumento del 6%. I dati si riferiscono non soltanto all’hotel a 5 stelle di Vienna, situato dietro al Teatro dell’Opera, ma all’intero “impero Sacher”, che comprende anche l’omonimo hotel di Salisburgo, l’hotel Bristol di Vienna (a fianco del Teatro dell’Opera, angolo con il Ring), i caffè Sacher di Graz, Innsbruck e Parndorf, nonché la produzione della famosa torta Sacher, con principale punto vendita sul lato dell’hotel che si affaccia sulla Kärntner Strasse, che costituisce per conto suo una vera e proprio “industria” dolciaria.

Siamo contenti che il gruppo Sacher sia in buona salute, non soltanto per quegli 11 milioni e mezzo di euro che entreranno nelle tasche dei proprietari (la famiglia Gürtler e affini), ma soprattutto perché l’hotel Sacher rappresenta un pezzo di storia di Vienna e dell’Austria. Conta la celebre torta, famosa in tutto il mondo, ma contano anche le vicende che hanno accompagnato la prestigiosa istituzione dalla sua nascita, nel lontano 1876, per iniziativa di Eduard Sacher e del figlio Franz (l’inventore della torta), ad oggi.

Le sale del Sacher hanno ospitato regnanti e capi di Stato, direttori d’orchestra e dive del cinema e della lirica. Il libro degli ospiti illustri registra più nomi di quanti possa vantarne l’hotel Imperial. Ma per capire quanto contasse questo hotel per “la Vienna che conta” può bastare un episodio che risale al 1914. L’erede al trono Francesco Ferdinando viene assassinato a Sarajevo con la moglie Sofia. La coppia non era ben vista a corte, per il basso rango aristocratico della consorte, ritenuta indegna della casa imperiale. Le salme, perciò, vengono fatte arrivare a Vienna in piena notte, senza che vi sia una cerimonia di accoglienza e un funerale di Stato. L’imperatore Francesco Giuseppe non si fa vedere.

Alla popolazione vengono concesse soltanto 4 ore per rendere omaggio ai due defunti, nella cappella di corte, prima che siano trasferiti al luogo di sepoltura, nel castello di Artstetten, lungo il Danubio (Francesco Giuseppe non aveva concesso loro la sepoltura nella cripta dei Cappuccini, come era sempre avvenuto dal 1600 per tutti gli Asburgo). Il viaggio è previsto nella notte, per evitare che l’evento abbia troppa risonanza.

L’alta nobiltà dell’impero non è stata invitata a porgere l’ultimo saluto all’arciduca e alla consorte, ma, per una sorta di protesta contro il disumano comportamento dell’imperatore, si autoconvoca nella notte e, in attesa di vedere uscire i feretri dalla Hofkapelle, quale luogo sceglie? L’hotel Sacher, che quella notte sul 10 luglio 1914, quasi due settimane dopo la tragedia di Sarajevo, prolunga l’orario di apertura. All’uscita delle bare dalla chiesa, si forma così un corteo che accompagna a piedi le salme fino alla Westbahnhof. In testa i principi Schwarzenberg e Starhemberg, dietro a loro i membri maschi delle famiglie Harrach, Pallavicini, Hohenlohe, Lobkowitz.

Sono episodi come questo che ci inducono a sperare che l’hotel Sacher chiuda sempre i bilanci in attivo e abbia lunga vita, per conservare il ricordo e le tradizioni di un’Austria che non c’è più. Naturalmente risultati economici positivi come quelli che abbiamo riferito non arrivano da soli. Sono merito di una sana gestione, che ha continuamente investito per rinnovare tutte le sue strutture. Dopo i radicali lavori di risanamento dell’intero palazzo, nel 2006, nei mesi scorsi sono stati completati altri lavori di ristrutturazione, mentre sono in corso interventi per digitalizzare tutte le camere (per accedervi basterà lo smartphone).

Anche le torte Sacher hanno contributo a chiudere in attivo i conti. Non ne sono state vendute più del solito, ma il loro prezzo è aumentato.

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