Giovedì 22 Febbraio 2024

19.12.22 Angelika Mlinar, Parlamento slovenoAngelika Mlinar, 49 anni, cittadina austriaca appartenente alla minoranza slovena della Carinzia, è entrata a far parte del governo sloveno, come ministra per la politica di coesione. Il suo non è l’unico caso di un ministero di Lubiana affidato a mani non slovene (dal punto di vista dell’appartenenza statuale). In questo stesso governo c’è anche un altro ministro, Peter Cesnik, che ha la cittadinanza australiana. Ma il caso di Cesnik è diverso: è uno sloveno emigrato in Australia e il suo ministero si occupa proprio degli sloveni residenti all’estero. Mlinar, invece, pur appartenendo alla minoranza slovena, è cittadina austriaca, nata e vissuta in Austria dove ha svolto tutto il suo corso di studi (laurea in giurisprudenza all’Università di Salisburgo, master a Washington, dottorato di ricerca di nuovo a Salisburgo), per poi impegnarsi in politica a Vienna con Liberales Forum e da ultimo con Neos, nelle cui liste era stata eletta all’Europarlamento.

Il suo nuovo ruolo nel governo di un Paese che non è il suo sta suscitando interesse (in fondo corrisponde all’idea di un’Europa senza confini), ma anche perplessità. In Slovenia, dove i vari gruppi politici presenti in Parlamento non ritenevano ammissibile una ministra che non avesse anche la cittadinanza slovena, e in Austria, dove il segretario dell’Fpö si è espresso per la revoca della cittadinanza austriaca, qualora ad Angelika Mlinar fosse stata concessa quella slovena.

Bene, ora il passo è stato fatto. Con procedura d’urgenza e in deroga alle norme vigenti Mlinar è diventata cittadina slovena, il che ha aperto la strada verso il ministero. La nomina è stata sottoposta al voto del Parlamento ed è passata per il rotto della cuffia (44 voti a favore, 43 contrari). Per il momento, dunque, Angelika Mlinar ha doppia cittadinanza e ha chiesto al Comune di Vienna che non le sia revocata quella austriaca (la competenza in materia non è del Ministero degli Interni o di un altro organo dello Stato, ma del Land di appartenenza, in questo caso Vienna che ha lo status di Land).

Sarà interessante vedere se la richiesta sarà accolta o se, come chiede Hofer, sarà respinta, in base al principio della legislazione austriaca che non consente la doppia cittadinanza. I lettori ricorderanno gli accertamenti sollecitati dal ministro degli Interni del precedente governo sugli austriaci di etnia turca, sospettati di aver mantenuto o riacquistato la cittadinanza del loro Paese di provenienza. I procedimenti amministrativi per la revoca della cittadinanza austriaca sono in corso.

È curioso notare che a pretendere la cittadinanza unica nel caso di Mlinar sia proprio Hofer, leader dell’estrema destra sovranista austriaca, che invece è tra i fautori della doppia cittadinanza per i cittadini italiani del Sud Tirolo di lingua tedesca o ladina. Ma questa è una materia dove la coerenza non conta.

Va detto che Angelika Mlinar è sì cittadina austriaca, ma è vissuta per 13 anni in Slovenia, dove ha avviato una produzione di biscotti che portano il suo nome (Angelski keksi). Ora, da ministra senza portafoglio, dovrà occuparsi di coesione, un settore molto importante della politica dell’Unione Europea, che sta finanziando centinaia di migliaia di progetti attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo e il Fondo di coesione. Lo scopo è di “ridurre il divario fra le diverse regioni e il ritardo delle regioni meno favorite”. La cooptazione di Mlinar nel governo sloveno è sicuramente motivata dall’esperienza da lei fatta a Bruxelles.

 

NELLA FOTO, Angelika Mlinar durante il suo intervento al Parlamento della Slovenia.

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