Giovedì 29 Febbraio 2024

19.12.21 Heinz-Christian Strache e Johannes Gudenus - CopiaCi vorrà del tempo prima che l’estrema destra sovranista austriaca, rappresentata dall’Fpö, ritrovi un suo equilibrio interno, dopo il terremoto suscitato dallo scandalo di Ibiza. Da allora sono passati quasi sette mesi, è caduto il governo, è stato sciolto il Parlamento e si è andati a nuove elezioni, ma la confusione regna ancora sovrana.

L’ultimo episodio sembra uscito da un romanzo. Heinz-Christian Strache (già leader dell’Fpö e vicecancelliere, recentemente espulso dal partito), convinto di essere vittima di una congiura interna, in giugno avrebbe dato incarico a un’agenzia investigativa di spiare Johannes Gudenus, un tempo il suo migliore amico, e Dominik Nepp, pure lui amico di vecchia data, succedutogli alla guida del partito a Vienna.

Il quotidiano “Kronen Zeitung” pubblica addirittura alcune foto scattate furtivamente a Gudenus, mentre esce dalla sua abitazione e sale in auto. Sarebbero state trovate insieme con molte altre nella casa di Strache, nel corso della perquisizione effettuata dalla polizia criminale, nell’indagine in corso per la vicenda Casinos Austria (un altro scandalo in cui sono coinvolti i vertici dell’Fpö). La moglie di Nepp conferma la rivelazione della “Kronen”: da settimane, riferisce, avrebbe notato un via vai sospetto di persone attorno alla sua abitazione.

CatturaStrache non smentisce le indagini su Gudenus e Nepp, ma se ne dichiara estraneo. Ci sarebbero stati alcuni “cittadini impegnati” che di loro iniziativa avrebbero dato incarico a un’agenzia investigativa di indagare sui mandanti del video di Ibiza. “Con alcuni di essi – scrive Strache nella sua pagina Facebook – ero in contatto e questi mi hanno fatto avere i risultati delle loro indagini”.

Forse è proprio così. Forse sono stati alcuni “cittadini impegnati” a incaricare l’agenzia investigativa di spiare i presunti complottisti. Ma il conto dell’agenzia non lo hanno pagato loro, è stato inviato all’indirizzo dell’Fpö. A questo punto Norbert Hofer, che ha preso il posto di Strache alla segreteria dell’Fpö, si vede costretto a convocare una conferenza stampa per dire due cose: uno, lui e gli altri dirigenti dell’Fpö erano del tutto all’oscuro delle indagini disposte da Strache (indagini che Hofer si limita a definire “strane”); due, l’Fpö non intende affatto pagare il conto dell’agenzia investigativa, di cui dovrà farsi carico il committente, ovvero Strache.

Ieri mattina l’Fpö ha cambiato versione. Non lo ha fatto in una conferenza stampa, ma si è limitato a diffondere un comunicato. Conferma il lavoro svolto dall’agenzia investigativa su incarico di Strache, ma precisa che obiettivi dello spionaggio non erano Gudenus e Nepp. L’incarico all’agenzia era stato dato in giugno, subito dopo la pubblicazione del video di Ibiza che aveva messo in croce Strache e il partito, per scoprire chi aveva teso la trappola nell’isola delle Baleari. Insomma le indagini c’erano state, è vero, ma nei confronti di personaggi esterni al partito.

Tutto chiaro dunque? Non proprio. L’ultima versione è in contraddizione con le dichiarazioni di Strache e della moglie di Nepp del giorno prima. Inoltre, le indagini erano state commissionate dal partito, da Strache o da quei “cittadini impegnati” menzionati da Strache in Facebook? Attendiamo che qualcuno ce lo dica.

 

NELLE FOTO, Heinz-Christian Strache con Johannes Gudenus, quando erano ancora amici e il primo non diffidava dell’altro, tanto da farlo pedinare da un investigatore, come un marito che sospetti il tradimento della moglie; il post di Strache su Facebook, in cui attribuisce l’opera di spionaggio all’iniziativa autonoma di “cittadini impegnati”.

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