Sabato 13 Luglio 2024

Grazie all’Europa i confini non sono più le barriere invalicabili di un tempo. I più giovani lo danno per scontato, perché non hanno mai conosciuto i controlli dei passaporti ai valichi di frontiera e le ispezioni nel bagagliaio o sotto i sedili, per verificare che non vi fossero stecche di sigarette o altri prodotti soggetti a dazio. E non hanno mai visto le inevitabili code, con attese che a volte potevano durare ore. Oggi si può entrare in Austria senza nemmeno accorgersi che si sta passando da un Paese all’altro, perché sono scomparse persino le strutture confinarie presidiate da poliziotti e doganieri.

Uno degli effetti positivi delle frontiere aperte è anche la mobilità del lavoro, che ha consentito una crescita dell’occupazione, ma anche una crescita economica e professionale e lo scambio proficuo di esperienze. Quanto questa mobilità lavorativa fosse importante lo si è capito nei momenti più drammatici dell’epidemia da Covid-19, quando gli accordi di Schengen sono stati sospesi e le frontiere si sono richiuse.

Lo si è capito, pur mancando in realtà un’informazione anche approssimativa sulla dimensione del fenomeno. Quante sono le persone che vanno di là? Quante quelle che vengono di qua? Perché lo fanno? Quali problemi incontrano? Una risposta è venuta in parte dalla ricerca sul mercato del lavoro transfrontaliero condotta dal prof. Daniel Spizzo, consulente europrogettista, e dal prof. Eric Kirschner, di Joanneum Research – dunque un italiano e un austriaco – che è stata presentata questa mattina dal Consiglio sindacale interregionale (Csir) Friuli Venezia Giulia-Carinzia.

Di alto valore simbolico la location scelta: la sala del Museo della dogana di Coccau, che, come è noto, è stato allestito in uno degli edifici che, prima di Schengen, ospitavano il personale della Polizia di frontiera e della Guardia di finanza. L’importanza dell’appuntamento è stata sottolineata dalla partecipazione del Landeshauptmann della Carinzia, Peter Kaiser. Doveva esserci anche il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ma un impegno a Londra gli ha impedito di essere presente. In sua vece è intervenuta l’assessora regionale al lavoro Alessia Rosolen.

In tutta l’Europa sono 1,8 milioni i lavoratori che vivono in un Paese e giornalmente o settimanalmente si trasferiscono per lavoro nel Paese limitrofo. Al confine tra Friuli e Carinzia il fenomeno presenta numeri ancora molto bassi, ma in costante crescita. I lavoratori che vivono in Italia e lavorano in Carinzia sono passati da 26 nel 2008 a 281 nel 2023. Sono occupati prevalentemente nei servizi (commercio, ristorazione, turismo); nelle costruzioni; nell’area tecnologica; nella sanità e nelle scienze sociali e la Carinzia è considerata una regione che offre opportunità di lavoro competitive. I pendolari provenienti dall’Austria lavorano e vivono a Tolmezzo e Gemona e sono in prevalenza donne. Il loro numero è passato da 81 a 107. Ne emerge la necessità di servizi di supporto, informazione e assistenza a loro sostegno.

È seguito un confronto tra il governatore Kaiser e l’assessora Rosolen, moderato da Francesco De Filippo, direttore regionale dell’Ansa. “I lavoratori transfrontalieri – ha detto Rosolen – esprimono esigenze particolari a cui possiamo dare risposte solo con una visione condivisa che garantisca in generale uno sviluppo equilibrato su tutto il territorio al di qua e aldilà dei confini statali. Abbiamo bisogno di creare sistemi di cogestione territoriale a livello locale, in coordinamento con i governi nazionali e rafforzare la capacità di governance transfrontaliera sulla filiera istruzione – formazione – lavoro, con un particolare interesse per la costruzione di un welfare condiviso”.

L’assessora ha anche detto che “la nostra è una zona speciale, a cavallo di tre confini, che deve essere trattata come tale: è necessario incidere anche sulla normativa nazionale, per avviare veri progetti transfrontalieri, ad esempio, per il riconoscimento dei titoli professionali, di percorsi di tirocinio e apprendistato e comunque cercando di incidere su tutta la filiera dalla formazione all’occupazione”.

L’incontro era stato aperto da Mariateresa Bazzaro, presidente del Csir Friuli Venezia Giulia-Carinzia.

NELLE FOTO, l’assessora del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen, e il governatore della Carinzia, Peter Kaiser; tra loro il direttore dell’Ansa Francesco De Filippo, che ha moderato il confronto. Nella seconda foto, la brigata di sala e di cucina della Scuola alberghiera Ial di Udine, che ha curato il buffet offerto ai partecipanti al termine dell’incontro.

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