Mercoledì 22 Maggio 2024

21.12.30 Daniel BarenboimQuando il 1. gennaio a Vienna il maestro Daniel Barenboim salirà sul podio dei Wiener Philharmoniker, per dirigere il tradizionale Concerto di Capodanno, la sala d’oro del Musikverein, alle sue spalle, apparirà semivuota. È questo il prezzo che il leggendario appuntamento con i valzer e le polke della tradizione austriaca dovrà pagare anche quest’anno al Coronavirus.

Già il concerto del 2021, diretto allora da Riccardo Muti, si era svolto senza spettatori. I Philharmoniker avevano suonato esclusivamente per il pubblico televisivo, raggiunto attraverso 92 emittenti pubbliche e private di tutti i continenti. Questa volta accadrà quasi la stessa cosa: decine di milioni di spettatori in ascolto dal salotto di casa e solo mille seduti in platea e nelle gallerie della sontuosa “Grosser Saal”.

In tempi normali, non funestati dal virus, il Musikverein può accogliere fino a 2.000 spettatori, di cui 1.700 seduti e 300 in piedi. Quasi tutti i concerti – anche quando non suonano i Philharmoniker, ma orchestre ospiti – fanno il tutto esaurito. Per il Concerto di Capodanno il tutto esaurito è scontato. Si raggiungerebbe anche se i posti disponibili fossero il doppio o il triplo.

Ben per questo una prevendita dei biglietti risulta impossibile, perché non si riuscirebbe a stabilire un ordine di priorità. I posti in sala, pertanto, vengono assegnati per sorteggio, tra quanti si prenotano on line già in gennaio, ovvero con 11 mesi di anticipo. Le prenotazioni arrivano da tutto il mondo, in particolare dal Giappone e da altri Paesi dell’Estremo Oriente. Ottenere quel biglietto è come vincere a una lotteria.

Le limitazioni al numero delle persone ammissibili in sala, decise dal governo con soli pochi giorni di preavviso, ha messo in gravi difficoltà gli organizzatori. Come stabilire quali spettatori far entrare e quali no? Come avvertirli in tempo delle nuove restrizioni? Alcuni, provenienti dai Paesi più lontani, sono già a Vienna o vi stanno arrivando. Come reagiranno alla notizia che hanno fatto il viaggio per niente e che dovranno accontentarsi di assistere al concerto dal televisore della loro camera d’albergo?

Va detto, poi, che non si tratta soltanto di 1.000 spettatori, ma di 3.000, perché il concerto che tutti noi conosciamo, trasmesso in tv al mattino del 1. gennaio (in Italia viene mandato in onda in differita alle 13.30, su Rai2, per non sovrapporsi all’analogo concerto dal Teatro La Fenice di Venezia, in programma alle 12.20 su Rai1), è sempre preceduto da due concerti nel tardo pomeriggio del 30 e del 31 dicembre. E anche per quelli valgono le stesse limitazioni dei posti disponibili.

La soluzione adottata dagli organizzatori è di riservare agli esclusi un posto al concerto che si terrà nel 2023, senza necessità di un nuovo sorteggio, ammesso che tra un anno possano tornare a Vienna e che per allora sull’evento non pesi più la spada di Damocle del Coronavirus. Per i fortunati che già quest’anno potranno mettere piede nel Musikverein varranno le regole previste per eventi al chiuso di questo genere: certificato di vaccinazione o guarigione, rafforzato da un test molecolare effettuato nelle 48 ore precedenti. Naturalmente dovranno indossare tutti una maschera Ffp2 ed esibire un documento di identità.

Il concerto di quest’anno vede in programma 15 brani, sei dei quali eseguiti per la prima volta. Portano quasi tutti la firma della “premiata ditta” dei fratelli Johann, Josef ed Eduard Strauss. Manca il padre Johann senior, ma rientrerà con la sua celebre “Radetzky Marsch”, eseguita sempre fuori programma. A dirigere i Philharmoniker sarà Daniel Barenboim, per la terza volta sul podio del concerto.

 

NELLA FOTO, il maestro Daniel Barenboim, che dirigerà il Concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker.

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