Martedì 23 Luglio 2024

L’assalto terroristico al Crocus City Hall di Mosca ha fatto drizzare le antenne ai servizi di intelligence di tutta Europa. Un episodio isolato o ne seguiranno altri in sale da concerto, stadi, chiese, se non addirittura in piazza San Pietro domani mattina? Ci si preparava ad altri situazioni analoghe in luoghi molto affollati, invece, a sorpresa, il primo attentato dopo quello di Mosca è avvenuto ieri sera, a Kalsdorf bei Graz, un villaggio a sud di Graz.

È stata presa di mira la “sala del regno” dei Testimoni di Geova, mentre era in corso un incontro di preghiera, nel giorno del Venerdì Santo, a cui partecipavano non più di 50 fedeli. Qualcuno ha notato davanti all’ingresso un pacco sospetto e, quando è stato accertato che non apparteneva ad alcuno dei presenti, è stato dato l’allarme. Erano le 20.30.

Di solito, in casi del genere, si tratta di allarmi che rientrano subito, perché si scopre che il pacco era stato dimenticato per distrazione da qualcuno o che si era trattato di uno scherzo. La polizia, tuttavia, ha preso la cosa molto sul serio. I seguaci della comunità di Geova sono stati immediatamente trasferiti in un luogo sicuro o accompagnati a casa (non potevano andarci da soli, perché avevano lasciato le auto nel parcheggio vicino al pacco sospetto).

Sono stati mobilitati i vigili del fuoco, la Croce Rossa, unità della polizia specializzate in esplosivi, con cani addestrati a riconoscerli. È intervenuto anche il sindaco Manfred Komericky, che in qualità di ex maggiore del reparto speciale Cobra sapeva come affrontare la situazione.

Tanto allarme è risultato poi giustificato: il pacco conteneva effettivamente materiale esplosivo, che avrebbe potuto causare ingenti danni e probabilmente uccidere le persone che si fossero trovate nelle vicinanze. La “sala del regno” si trova in Friedhofstrasse: sul lato oltre la strada c’è il cimitero di Kalsdorf, mentre attorno alla sede dei Testimoni vi è un fitto insediamento di villette. Un’esplosione avrebbe distrutto vetrate e serramenti.

Gli artificieri si sono tenuti a debita distanza e hanno fatto avanzare un robot, che ha potuto esaminare ai raggi x il pacco. Le immagini hanno confermato i sospetti. L’intervento successivo è stato quello di sollevare il pacco e depositarlo in uno speciale contenitore di 4 tonnellate, in grado di assorbire un’eventuale esplosione. Messo così in sicurezza, il pacco è stato trasportato altrove, per disinnescarlo in un luogo lontano da abitazioni e più sicuro.

Sono in corso indagini da parte di tecnici della polizia e da agenti del Landesamt für Staatsschutz und Extremismusbekämpfung (Ufficio federale per la protezione dello Stato e la lotta all’estremismo), per scoprire chi abbia deposto il pacco esplosivo e per quali motivazioni lo abbia fatto.

NELLA FOTO, la sede dei Testimoni di Geova a Klasdorf bei Graz, con l’ampio parcheggio davanti. Il pacco esplosivo è stato deposto davanti al cancello d’ingresso.

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