Sabato 20 Aprile 2024

La polizia carinziana ha arrestato questa mattina un alto dirigente del servizio di controspionaggio austriaco. L’ordine è partito dalla Procura di Stato di Vienna, che lo accusa di aver trasmesso informazioni riservate o classificate “segrete” alla Russia. L’arrestato si chiama Egisto Ott e attualmente è in servizio presso la Direzione per la sicurezza dello Stato e i servizi di intelligence (Direktion Staatsschutz und Nachrichtendienst, in sigla Dsn), agenzia che dal dicembre 2021 ha sostituito la Direzione federale per la tutela della Costituzione e la lotta al terrorismo (Bundesamt für Verfassungsschutz und Terrorismusbekämpfung, in sigla Bvt). L’arresto è avvenuto alle 6.30, nella sua villa a Peternion, piccolo comune a nord di Villaco. Per sicurezza, la Polizia ha schierato la sua unità speciale Cobra.

Ott ha lavorato in entrambe le agenzie. È dunque un “agente” di lungo corso. Già nel 2017 i servizi di intelligence di Paesi amici avevano informato l’allora Bvt che qualcosa non funzionava: dall’Austria erano uscite informazioni riservate, che erano finite dove non sarebbero dovute finire: i servizi segreti della Russia.

I sospetti erano caduti su Egisto Ott, perché era il funzionario di collegamento in Turchia, che aveva stabilito contatti con i servizi segreti russi. Era sospettato inoltre di aver trasmesso al Cremlino una memoria “riservatissima” della sua agenzia e un questionario pervenuto dall’Fbi. Ott, inoltre, era in stretto contatto con Jan Marsalek, ex manager di Wirecard (società di servizi per pagamenti digitali, fallita nel 2020 con un buco di quasi 2 miliardi), fuggito in Russia inseguito da un mandato di cattura della Procura di Monaco. Ora vive vicino a Mosca, dove i servizi segreti russi gli hanno procurato una nuova identità, quella di un prete ortodosso a lui molto somigliante.

Ma il primo episodio che aveva fatto rizzare le antenne (quelle dei servizi britannici, non dei servizi austriaci) risale al 2017 e presenta i contorni di una commedia, più che di un film di spionaggio. Tre alti dirigenti del Ministero degli Interni (Michael Kloibmüller, per anni capo di gabinetto del ministro; Michael Takacs, attualmente direttore della Polizia federale; Gernot Maier, direttore dell’Ufficio stranieri) vanno a fare una gita in canoa sul Danubio, tutti e tre sulla stessa imbarcazione. Sarà il peso, sarà l’instabilità del natante, fatto sta che a un certo punto la canoa si capovolge e i tre finiscono in acqua.

Per fortuna nessuno annega, ma tutti perdono i loro cellulari che, una volta recuperati, vengono affidati a un tecnico dell’agenzia, per farli funzionare di nuovo. Il tecnico scarica i contenuti e ne consegna copie a Ott e ad altri. Qui le tracce si perdono. Sappiamo solo che una copia finisce ai giornali e un’altra alla Procura di Stato, che, letti i contenuti, apre un fascicolo per corruzione nei confronti di Kloibmüller e dell’ex ministro degli Interni Wolfgang Sobotka, sospettati di aver trafficato nell’affidare incarichi di servizio agli amici degli amici (Sobotka, che ora è presidente del Parlamento, è stato nel frattempo prosciolto). Le copie arrivate a Ott subito dopo prendono la strada per Mosca.

Da allora sono passati quasi 7 anni. Soltanto oggi la Procura di Stato di Vienna ha disposto l’arresto di Egisto Ott, benché sospetti nei sui confronti fossero stati segnalati da tempo da varie agenzie straniere amiche. Perché non prima? Perché non bastano sospetti per agire, ha spiegato Peter Gridling, ex direttore del Bvt. Con Ott è stata arrestata una altra persona che, secondo il settimanale Falter, dovrebbe essere il genero.

NELLA FOTO, la sede della Direktion Staatsschutz und Nachrichtendienst di Vienna.

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