Sabato 13 Luglio 2024

Chi frequenta Nassfeld/Pramollo, d’estate o d’inverno, conosce la cappella eretta dagli austriaci nel 1918 a ridosso del confine, poco sopra il passo. La guerra sul fronte italiano era appena finita e i soldati caduti su entrambi i fronti erano così tanti che si volle dedicare ad essi quel luogo di preghiera. I Paesi che vincono le guerre amano i monumenti che celebrano le vittorie, quelli sconfitti preferiscono ricordare le vittime.

Il primo edificio era in legno e fu subito distrutto da una valanga. Ai giorni nostri, con la neve sempre più rara, pare impossibile che in quegli anni ce ne fosse così tanta da distruggere un manufatto che oggi, ma anche allora, sembra trovarsi in un sito apparentemente sicuro. Una prova ulteriore che il cambiamento climatico c’è davvero.

La chiesetta fu subito ricostruita, questa volta però in pietra. Nel 1926 il consorzio delle malghe di Tressdorf acquistò il terreno, che fino ad allora apparteneva per metà all’Italia. Nel 1946, a guerra finita, l’edificio fu interamente rinnovato. Tra il 1994 e il 1995 il vecchio tetto fu sostituito da uno nuovo, con scandole di larice, e anche il bulbo e la croce del campanile furono sostituiti. Qualche anno dopo furono apposte lastre di vetro colorato alle finestre e anche il pronao fu protetto con vetrate dalle intemperie.

Questa è la storia “edilizia” della cappella. E poi c’è la storia dei riti che vi si celebrano tradizionalmente nelle domeniche delle Palma e di Pasqua, per Natale, nell’annuale incontro di amicizia tra le popolazioni della Gailtal e della Valcanale. Talvolta anche per matrimoni o battesimi.

La cappella è sempre pulita e adornata di fiori in ogni stagione. Ad occuparsene da 50 anni è la famiglia Plattner, proprietaria del vicino hotel Alpenhof, ai piedi del Gartnerkofel, quello che nello scorso novembre fu devastato da un incendio. A prendersene cura per primo fu il nonno degli attuali gestori, Johann Plattner. Alla sua morte il testimone è stato preso dal figlio Hans, che se ne occupa tuttora. Fa le pulizie dell’interno e della zona esterna circostante e cura l’addobbo dell’altare nei giorni di festa. Lo ha fatto anche oggi, per la messa celebrata in questa domenica di Pasqua.

Gli attuali gestori dell’Alpenhof, sono la figlia di Hans, Elisabeth con il marito Markus Frühwirth. Poiché la struttura alberghiera è stata ridotta a un rudere proprio alla vigilia dell’apertura della stagione turistica invernale, essi hanno potuto utilizzare soltanto il chiosco e il fabbricato in legno esterno, per offrire ristoro agli sciatori di passaggio.

Oggi la stagione turistica invernale si chiude ufficialmente, ma il loro lavoro non è finito. Non appena la strada che sale dal passo sarà stata liberata dalla neve, prenderanno il via i lavori di ricostruzione dell’hotel. Sul cantiere sarà sempre presente anche il vecchio Hans. Ma di tanto in tanto, ne siamo certi, scenderà alla chiesetta dedicata ai caduti delle guerre, per accertarsi che sia sempre in ordine.

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