Martedì 23 Aprile 2024

Anche in Austria è tempo di bilanci. Quello per il 2024 è stato appena presentato al Parlamento e risente, come in quasi tutti i Paesi europei, delle crisi che si sono accavallate negli ultimi tempi e che hanno portato a una dilatazione della spesa pubblica.

L’obiettivo annunciato un anno fa dal ministro delle Finanze, Magnus Brunner, di porre un freno alle uscite e di consolidare le voci del bilancio è rimasto lettera morta. Anche nel nuovo documento finanziario le voci di spesa si sono dilatate, salendo da 109,5 a 123,5 miliardi, con un deficit di 21 miliardi circa.

Siamo, comunque, ben lontani dai disavanzi di Grecia e Italia. Qui il deficit rimane ancora sia pur di poco al di sotto della soglia di Maastricht del 3% del Pil. Anche il debito, pur cresciuto di 21 miliardi, si attesta al 78% (quello italiano supera i 2.800 miliardi, pari al 140% del Pil). Tuttavia gli obiettivi a cui puntava un anno fa il governo austriaco (deficit all’1,6% del Pil, debito al 72,5%) non sono stati raggiunti.

Le ragioni sono molteplici e sono le stesse che hanno reso difficile la manovra finanziaria anche in Italia. In particolare l’aumento dei tassi e l’indebolimento dell’economia. In più, qui in Austria, il governo ha voluto puntare su una politica economica espansiva nell’ultimo anno prima delle elezioni, previste nell’autunno 2024.

Dalle voci del bilancio – esposte dettagliatamente in un documento di 4.000 pagine del peso di 12 chili – quella che colpisce di più riguarda la Difesa, aumentata addirittura del 20%, dopo anni di tagli. Evidentemente le guerre in Ucraina e in Medio Oriente devono aver indotto il governo a correre ai ripari, per rimettere in sesto un Esercito piuttosto malandato (per andarsi a riprendere i connazionali in Israele, l’Austria ha dovuto noleggiare voli charter, perché l’Herkules militare, vecchio di 60 anni, non era stato in grado di decollare).

Un’altra voce di spesa che dà nell’occhio riguarda le pensioni. Ma non è una novità. Oltre un quarto del bilancio se ne va in questo settore. Nel 2024 saranno spesi per le pensioni 30 miliardi, ovvero più di quanto l’Austria spende per istruzione, ricerca scientifica, sostegno ai giovani e alle famiglie.

Va chiarito che i 30 miliardi non rappresentano il costo delle pensioni, che attingono ai contributi versati dai lavoratori. Quei 30 miliardi sono il contributo versato in aggiunta dallo Stato, per coprire il deficit del sistema pensionistico. Una somma destinata ad aumentare negli anni e che “alla lunga non sarà possibile sostenere senza una riforma”, come ha rilevato nel suo discorso di 90 minuti il ministro Brunner. Sarà necessario dunque aumentare l’età pensionabile? “Non è un punto del nostro programma. Ma posso immaginarmi che i prossimi governi dovranno affrontare questo argomento”. Le patate bollenti si lasciano sempre a quelli che verranno dopo.

NELLA FOTO, il ministro delle Finanze, Magnus Brunner, mentre illustra al Parlamento il bilancio 2024.

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