Martedì 23 Aprile 2024

Sophie Karmasin, ex ministra per la famiglia, la gioventù e lo sport dal 2013 al 2017, è stata condannata ieri dal Tribunale di Vienna a 15 mesi di reclusione per truffa aggravata. La pena è stata sospesa con la condizionale. Karmasin era accusata di aver falsificato fatture, allo scopo di aggirare il divieto di esercitare la sua attività professionale mentre svolgeva l’incarico di governo. Prima di diventare ministra, su proposta dell’Övp (Partito popolare), dirigeva una nota agenzia di ricerche demoscopiche. Karmasin era accusata, inoltre, di essere intervenuta sul Ministero dello sport, per assicurare incarichi alla sua agenzia (di cui ufficialmente non avrebbe dovuto più far parte). Per raggiungere lo scopo, aveva indotto due sue colleghe a presentare due distinte offerte pro forma, di modo che risultasse più favorevole quella della sua agenzia e al tempo stesso sembrassero rispettate le norme sulla concorrenza.

Karmasin è stata assolta, invece, dall’accusa di aver percepito un reddito sottobanco con la sua attività professionale, mentre contemporaneamente incassava l’indennità di carica. L’ex ministra ha evitato anche questa condanna, perché si è dichiarata pentita del suo comportamento e ha rimborsato allo Stato l’indennità illecitamente percepita. Il giudice, nel dichiararla assolta dal reato, ha affermato anche di non credere assolutamente nel suo pentimento. “L’unico motivo per cui lei ha restituito i soldi – ha detto il giudice, rivolgendosi all’imputata – è stato per evitare la condanna”.

Sophie Karmasin non è il primo ex membro di un governo ad aver subito una condanna. I casi più recenti riguardano l’ex vicecancelliere dell’Fpö Heinz-Christian Strache, condannato a 15 mesi di reclusione per corruzione, e l’ex ministro delle Finanze, Karl-Heinz Grasser (dell’Fpö, poi passato all’Övp), condannato a 8 anni di reclusione per la tangente milionaria incassata nella vendita di alloggi pubblici. Qualche anno prima era finito in carcere anche l’ex ministro degli Interni, Ernst Strasser (dell’Övp): era stato condannato a tre anni di reclusione non come ministro, ma perché nella sua veste successiva di eurodeputato si era reso disponibile a intervenire sulle delibere parlamentari in cambio di soldi.

Se si va più indietro nel tempo si incrociano anche alcuni uomini di governo dell’Spö incappati nelle maglie della Giustizia: Hannes Androsch (ex ministro delle Finanze), Franz Sinowatz (ex cancelliere), Leopold Gratz (ex ministro degli Esteri), Karl Blecha (ex ministro degli Interni). Anche il grande cancelliere Bruno Kreisky fu condannato nel 1989, ma non per corruzione o falso, bensì per diffamazione: aveva rivolto a Simon Wiesenthal l’infame accusa di essere stato un collaboratore dei nazisti.

NELLA FOTO, l’ex ministra della famiglia, Sophie Karmasin, nell’aula del Tribunale che l’ha condannata a 15 mesi di reclusione con la condizionale.

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