Giovedì 29 Febbraio 2024

22.06.21 Centrale elettrica MellachAnche l’Austria, come la Germania e l’Italia, ha deciso di ritornare al carbone per la produzione di energia elettrica, qualora la riduzione delle forniture di gas dalla Russia dovesse continuare nel tempo e creare una situazione di emergenza nella stagione fredda. È questa la decisione principale uscita dalla riunione del “gabinetto di crisi” che il cancelliere Karl Nehammer aveva convocato domenica sera, dopo due giorni di forniture dimezzate da parte di Gazprom.

Per la verità, non è la “decisione principale”, ma l’”unica decisione” presa nel minivertice domenicale, in cui si doveva discutere del piano energetico per far fronte all’emergenza creata dalla guerra in Ucraina. Forse perché quel piano non esiste ancora – come insinuano alcuni osservatori – benché dallo scoppio della guerra siano passati ormai tre mesi. Eppure l’Austria è tra i Paesi più a rischio, dovendo contare sulla Russia per l’80% del suo fabbisogno di gas.

Il ritorno al carbone potrà soddisfare solo in modesta misura alla fame di energie, qualora cessassero gli approvvigionamenti russi. L’Austria ha una sola centrale a carbone da poter riattivare. È quella di Mellach, alla periferia sud di Graz, in Stiria. Proprietario è il Verbund, società per la produzione e distribuzione di energia elettrica paragonabile in Italia all’Enel.

Dopo la Pasqua del 2020 la produzione a carbone era cessata del tutto e l’impianto riconvertito al gas, per essere impiegato soltanto a integrazione di altri impianti presenti sul territorio nei momenti di maggior consumo.

Tornare ora al carbone non è così semplice come sembra. Servono alcune modifiche all’impianto e soprattutto serve personale qualificato che lo sappia far funzionare. I tecnici di un tempo non ci sono più. Negli ultimi anni di esercizio della centrale a carbone il personale che se ne andava in pensione non era stato rimpiazzato, perché era ormai cominciato il conto alla rovescia: si sapeva che l’impianto sarebbe stato chiuso per ragioni ambientali. Quelli rimasti fino all’ultimo in servizio, dopo la chiusura se ne sono andati e hanno trovato un altro lavoro: molto difficile farli tornare indietro.

Un altro problema è l’approvvigionamento del carbone, che veniva importato dalla Polonia e dalla Russia. Se la centrale riparte potrà contare solo sul carbone polacco, che c’è, ma dev’essere trasportato o in treno, oppure su nave, con periplo dell’Europa e scarico al porto di Pola. Se ne consumavano 400 mila tonnellate in media all’anno. Insomma, ci vorrà del tempo prima di veder uscire del fumo dalle ciminiere di Mellach.

 

NELLA FOTO, la centrale elettrica del Verbund a Mellach che un tempo funzionava a carbone, adesso funziona a gas e quanto prima dovrebbe poter tornare al carbone.

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