Sabato 20 Aprile 2024

I vaccini prodotti in tempi record ci hanno consentito di uscire dall’emergenza Covid. Ma quanti danni collaterali hanno provocato? In Austria migliaia di persone sono scese in piazza, soprattutto a Vienna, per protestare contro l’obbligo vaccinale. È sorto addirittura un partito dei no-vax, che ha fatto del suo nome una bandiera “Uomini, libertà, diritti fondamentali” (in tedesco “Menschen- Freiheit-Grundrechte”). E dopodomani incomincerà i suoi lavori una commissione d’inchiesta parlamentare che indagherà sulla gestione dell’emergenza Covid: non è in discussione l’aspetto scientifico dell’utilità dei vaccini, ma il modo in cui sono stati utilizzati i finanziamenti.

Per chiudere definitivamente la stagione pandemica e pacificare gli animi, l’Austria ha previsto con legge di prendere in considerazione tutti i casi segnalati di conseguenze dannose del vaccino e di disporre risarcimenti. Conosciamo i dati sino alla fine del 2023: sono state 2251 le richieste inoltrate, 846 sono state respinte perché inconsistenti, 340 sono state accolte, per 1065 è ancora in corso l’esame.

Dall’inizio della campagna vaccinale, nel 2021, sono state iniettate in Austria 21.066.145 dosi. Le richieste di risarcimento per danni conseguenti rappresentano quindi lo 0,01%; i casi effettivamente accertati sono lo 0,0016%. In altre parole, le probabilità di subire danni dalla vaccinazione sono state estremamente rare, inferiori alle probabilità di incappare in un incidente stradale nel percorso da casa al luogo di somministrazione del vaccino.

Nei 340 casi di danni collaterali finora accertati, per 281 di essi lo Stato ha disposto il risarcimento in forma di un unico pagamento, variabile da 1.305,50 euro a 8.683,00 euro, a seconda della gravità del danno. Negli altri casi il risarcimento sta avvenendo in forma di pensione, mediamente di 560 euro mensili.

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