Giovedì 22 Febbraio 2024

21.04.21 Sebastian KurzIl cancelliere Sebastian Kurz (nella foto) vede rosa per il futuro del suo Paese. È questa l’impressione che gli austriaci hanno ricavato ascoltando la sua intervista al Morgenjournal, il notiziario del mattino sul primo programma radio dell’Orf. Per prima cosa ha confermato quanto già era stato annunciato la scorsa settimana, ovvero che da metà maggio riaprirà tutto. Ha usato le parole di “apertura uniforme”, nel senso che riguarderà tutti i settori del commercio, dei servizi, della ristorazione, del tempo libero. Ma ha avvertito che ciò dovrà avvenire nel rispetto di rigorose misure di cautela. Per esempio, si potrà tornare a sedere ai tavoli di un ristorante o frequentare impianti turistici, ma solo dopo essersi sottoposti a un test-Covid. Per entrare in un negozio, invece, non servirà alcun test.

Ieri mattina Kurz non ha voluto o non ha potuto entrare nei dettagli. Si è limitato a spiegare che il piano di apertura sarà elaborato dall’apposita commissione. I primi dettagli saranno resi noti alla fine di questa settimana.

“Abbiamo tutti bisogno di un passo verso la normalità”, ha osservato, aggiungendo che spera che per metà maggio anche Vienna e la Bassa Austria (sono i due Länder più in difficoltà, che hanno deciso di prolungare il lockdown fino al 2 maggio) si trovino sullo stesso livello degli altri sette Länder, dove già ora le scuole e i negozi sono aperti. Gli è stato chiesto se la data del cambio di passo sarà il 17 maggio, ma il cancelliere non ha voluto darne conferma.

Kurz vede rosa anche per l’economia. Entro l’estate – ha detto – torneranno al lavoro 200.000 degli attuali disoccupati. Sarà fatto un minor uso anche del “Kurzarbeit”. La parola, che letteralmente significa “lavoro corto”, serve a indicare la condizione di lavoratori dipendenti che in questa fase di crisi sono stati sospesi dalla produzione o costretti a un lavoro ridotto, senza essere licenziati, con un’integrazione della retribuzione da parte del servizio pubblico.

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L’intervista al Morgenjournal è avvenuta nel bel mezzo della “Klausur” del governo, iniziata lunedì pomeriggio (dopo il giuramento del nuovo ministro della Salute, Wolfgang Mückstein) e conclusasi ieri mattina. La “Klausur” è una riunione informale a porte chiuse (da cui il nome) dei ministri, per mettere a punto il programma e se necessario per aggiustare il tiro, superando eventuali motivi di frizione tra i due partiti della coalizione.

In questa occasione si è parlato soprattutto dei provvedimenti da prendere per uscire dalla crisi sanitaria ed economica, la peggiore dal dopoguerra, che ha causato quasi 10.000 morti e un milione di disoccupati. La parola d’ordine per venirne fuori è “comeback-plan”, ovvero un piano per ritornare alle condizioni dell’economia antecedenti all’epidemia da Coronavirus.

Tra i principali provvedimenti concordati figura l’aumento degli aiuti agli investimenti da 3 a 5 miliardi, che dovrebbero stimolare un investimento complessivo di 55 miliardi (un traguardo giudicato, peraltro, troppo ottimistico dagli osservatori economici). Contributi di importo doppio saranno previsti per la digitalizzazione, la transizione ecologica e la salute. La speranza è che così mezzo milione di persone possano trovare un lavoro.

Nel secondo semestre dell’anno, inoltre, sarà impostata una riforma del fisco definita “ecosociale”, con sgravio dei redditi medio-bassi. Tra aiuti prestati e imposte non incassate da aziende in crisi e persone fisiche senza reddito, quest’anno il deficit di bilancio raggiungerà i 31 miliardi, facendo salire il debito pubblico all’89% del Pil (un po’ più della metà di quello italiano). Si confida, tuttavia, di ritornare al pareggio già nel 2023.

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