Mercoledì 28 Febbraio 2024

In Austria non esiste un “partito” che a proposito della guerra in Ucraina abbia preso posizione in favore della Russia. Pochi sono a conoscenza del diverso atteggiamento assunto in Italia da una parte dello schieramento politico e da taluni “esperti”, che giustificano l’aggressione russa con il “massacro di Odessa”, il “genocidio” nel Donbass e i nazisti del battaglione Azov. Quei pochi che seguono le vicende italiane – giornalisti, imprenditori che fanno affari con il nostro Paese, austriaci con parenti in Italia – se ne dicono stupiti e manifestano incomprensione. L’unico partito austriaco più vicino alle posizioni italiane è l’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista, che tuttavia condanna l’aggressione russa, ma ritiene che le sanzioni andrebbero cancellate, perché “farebbero più male a noi che a loro”.

In questo contesto costituisce dunque una sorpresa l’iniziativa assunta da Heinz-Christian Strache di indire per il 12 dicembre una “conferenza sull’Ucraina”, per discutere sulla guerra scatenata dalla Russia e soprattutto, si fa sapere, per chiarire se si tratti davvero di una guerra di aggressione.

Strache, per chi non lo ricorda più, è stato il leader dell’Fpö dal 2005 al 2019, hanno in cui fu costretto alle dimissioni dopo lo scandalo di Ibiza. Da allora è scomparso dalla scena politica, pur cercando ogni occasione per farvi ritorno. Una di queste è la “conferenza sull’Ucraina”, di cui per ora si sa poco o nulla, anche se la lista dei relatori invitati fa presagire un ritrovo delle destre europee filo-Putin.

Tra i partecipanti (o per lo meno invitati, se poi saranno anche presenti è da vedere) figurano Andreas Mölzer, ex ideologo dell’Fpö ai tempi di Jörg Haider, l’esponente politico di origine turca Efgani Dönmez (già esponente dei Verdi e prima dell’Övp), il belga Frank Creyelmann (del partito di estrema destra Vlaams Belang), due parlamentari tedeschi Alexander Gauland e Christina Baum (del partito di estrema destra Alternative für Deutschland). Tra gli ospiti di casa dovrebbero figurare anche Barbara Rosenkranz (ex dell’Fpö, che nel 2010 l’aveva candidata senza successo alla Presidenza della Repubblica) e Markus Reisner, colonnello dell’Esercito, il quale però ha subito fatto sapere di non essere disponibile.

Alla “conferenza” Strache aveva invitato per WhatsApp anche l’ambasciatore ucraino a Vienna, Olexander Scherba, che però ha rifiutato. “Se qualcuno – ha dichiarato Scherba – dopo 9 mesi di questa barbara guerra non ha ancora capito se si tratti di un’aggressione, o non ha capacità di comprendere, oppure e senz’anima”. L’ambasciatore ha esortato Strache a chiedere perdono “per tutte le volte che lei e i suoi compagni di partito siete volati a Mosca, nella Crimea occupata o nel Donbas, per le volte che avete abbracciato Putin, per l’accordo di amicizia con il suo partito, per il Nord Stream 2, per la dipendenza all’80% dell’Austria dal gas del regime criminale di Putin. E anche per la genuflessione di Frau Kneissl davanti al dittatore russo (il riferimento è all’ex ministra degli esteri dell’Fpö, che al tempo in cui era in carica aveva avuto ospite al suo matrimonio Putin e, nell’occasione, si era inginocchiata ai sui piedi per invitarlo al ballo, nda)”.

La “conferenza sull’Ucraina”, come dicevamo, è stata annunciata per il 12 dicembre, nelle Sophiensälen di Vienna. Sarà accompagnata da “tartine, bevande e musica di contorno”. Al 12 dicembre manca un mese e, vista la piega presa dalla guerra, l’appuntamento potrebbe arrivare fuori tempo massimo.

NEL SELFIE DI GRUPPO, i dirigenti dell’Fpö a Mosca, in occasione della firma del patto di amicizia con Russia Unita, il partito di Vladimir Putin. Heinz-Christian Strache è il secondo da sinistra.

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