Mercoledì 22 Maggio 2024

20.05.31 Cartolina a Kurz, Antonio Paoletti (Camera commercio Venezia Giulia)L’Austria ha ribadito anche ieri la sua decisione di mantenere i controlli Covid ai confini con l’Italia e con la Slovenia, mentre dal 15 giugno li sospenderà definitivamente ai confini di tutti gli altri Paesi limitrofi, a cominciare dalla Germania. Questo non significa, naturalmente, che i valichi con l’Italia siano destinati a restare chiusi: si può liberamente transitare da sempre, ma sapendo che al ritorno in Austria si deve osservare un periodo di quarantena di 14 giorni oppure esibire un certificato medico, rilasciato in Italia o in Austria da non più di 4 giorni, da cui si risulti negativi al test. Per gli altri Paesi, invece, da metà giugno tutto sarà come prima dell’emergenza Coronavirus: torneranno in vigore gli accordi di Schengen e si potrà passare liberamente da un Paese all’altro senza alcun controllo.

Tutto bene dunque? Niente affatto! Il test anti-Covid pone molti interrogativi – dove lo si fa? occorre prenotare? quale certezza c’è di poterne disporre in tempo? – e qualche problema di costo, che può sembrare modesto, ma che diventa oneroso se deve essere moltiplicato per tutti i componenti di una famiglia. Sono interrogativi a cui certamente si può dare una risposta, ma il fatto solo di doverseli porre costituisce un deterrente ad affrontare un viaggio in Italia. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: gli austriaci sono i grandi assenti dalle località turistiche italiane: finora non si son fatti vedere e non ci sono nemmeno prenotazioni per dopo il 15 giugno.

A uno scenario del genere si può reagire in più modi, per esempio battendo i pugni sul tavolo, come di tanto in tanto propone qualche politico o qualche politica del nostro Paese. Oppure si può far lavorare il cervello ed escogitare un’idea più brillante.

La Camera di commercio della Venezia Giulia, con il suo presidente Antonio Paoletti, e le categorie economiche del Friuli Venezia Giulia l’hanno trovata, evitando minacce e recriminazioni e puntando invece sulla cordialità e sullo humor. Hanno invitato tutti gli operatori del turismo a spedire una cartolina di saluti al cancelliere austriaco Sebastian Kurz, invitandolo a far visita alla loro regione, “per toccare con mano lo stato dell’arte sui protocolli di sicurezza e su come noi ci siamo organizzati per ricevere i turisti”.

Nei prossimi giorni, dunque, il palazzo della Ballhausplatz, sede della Cancelleria federale di Vienna, riceverà decine o centinaia di cartoline dal Friuli Venezia Giulia. Forse il cancelliere Kurz non se ne curerà e le affiderà alla sua segreteria per l’archiviazione.

Ma il risultato più importante e forse insperato dell’iniziativa è che ieri ne ha parlato quasi tutta la stampa austriaca. Ciò è potuto accadere perché la nota dell’Ansa, che segnalava l’iniziativa (in calce a questo blog ne pubblichiamo uno stralcio), è stata rilanciata dall’Apa, l’agenzia di stampa austriaca. La notizia è così arrivata sui desk delle redazioni e tutte l’hanno trovata quanto meno curiosa e hanno deciso di darle spazio nei loro notiziari web o nei loro giornali stampati.

Il testo è pressoché identico in tutte le testate, perché ripreso dall’Apa, e anche i titoli si assomigliano come gocce d’acqua: c’è il messaggio che “il turismo è sicuro” nel Friuli Venezia Giulia e la notizia che al cancelliere Kurz arriveranno “cartoline dal Friuli”.

Contrariamente a quanto qualcuno immagina, dall’Austria si guarda con simpatia all’Italia e con dispiacere per i guai che sta passando. La trovata della cartolina ha migliorato questo atteggiamento. Sono molti, infatti, i giornali che si chiedono se davvero sia giustificata la cautela del governo nella mancata apertura dei confini con l’Italia. E anche nella sua ultima conferenza stampa, il ministro della Salute, Rudolf Anschober, rispondendo a una domanda sul nostro Paese, ha assicurato che il rischio contagi in Italia è tenuto sempre sotto osservazione e che il governo è pronto a modificare la sua posizione (di chiusura delle frontiere, nda), qualora la situazione dovesse migliorare. A chi gli faceva osservare che i dati italiani sono uguali o migliori di quelli di altri Paesi confinanti, Anschober ha risposto di essere d’accordo. Ma il problema dell’Italia è dato da alcune regioni (di cui non ha fatto il nome), dove la situazione è ancora molto grave.

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Dal lancio Ansa di venerdì 29 maggio, ore 11.08:

Cartoline spedite dal Friuli Venezia Giulia al cancelliere austriaco Sebastian Kurz per invitarlo a venire “in Italia e in particolare in questa regione, per toccare con mano lo stato dell’arte sui protocolli di sicurezza e su come noi ci siamo organizzati per ricevere i turisti”. È l’iniziativa simbolica lanciata oggi dalla Camera di commercio della Venezia Giulia assieme ai rappresentanti delle categorie economiche regionali. L’obiettivo, è stato spiegato durante una conferenza stampa a Trieste, è fare in modo che gli operatori del turismo inviino ciascuno una cartolina al cancelliere per sensibilizzarlo sulla riapertura dei confini verso l’Italia. “Si tratta di un’iniziativa simpatica – ha spiegato il presidente della Cciaa Venezia Giulia, Antonio Paoletti – per cercare di smuovere un po’ a livello economico quello che speriamo faccia la politica a livello politico”.

Il posticipo della riapertura dei confini dell’Austria con l’Italia significa “perdere già più di mezza stagione” turistica. “Gli austriaci fanno volentieri le ferie in Italia e in Friuli Venezia Giulia in particolare tra maggio, giugno e i primi di luglio. Di fatto vuol dire perdere per questa regione più di un 40% del flusso turistico”. Lo ha detto il presidente della Camera di commercio della Venezia Giulia, Antonio Paoletti, durante un incontro a Trieste. Tutto questo, ha spiegato, “può costare tantissimo al Friuli Venezia Giulia milioni e milioni di euro. Se non ci tiriamo su da questo e lo Stato non dà soldi alle imprese, a ottobre c’è il pericolo di una sommossa, di problemi non di poco conto”. “Penso – ha aggiunto – che la preoccupazione ci sia anche dall’altra parte” del confine, “ovvero per l’assenza di un flusso di italiani”.

NELLA FOTO, Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio della Venezia Giulia, mentre infila in una cassetta postale la sua cartolina indirizzata al cancelliere austriaco.

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