Lunedì 22 Aprile 2024

I turchi che vivono in Austria sono in gran parte elettori di Recep Tayyip Erdogan. Se alla prima tornata di voto il 71,9% di essi aveva messo la croce sul nome del reis, al ballottaggio di domenica scorsa questa percentuale è salita al 74%. Quasi tre elettori su quattro si sono schierati con il dittatore turco, più dei loro connazionali che vivono in patria e che, forse proprio per questo, hanno dimostrato meno entusiasmo nei confronti di Erdogan, pur risultando comunque maggioritari (52,1%).

A Vienna, non appena si è diffusa la notizia del risultato del ballottaggio, centinaia di turchi hanno invaso le strade nella zona delle Reumannplatz, nel quartiere di Favoriten, sventolando bandiere del loro Paese, innalzando cartelli con il ritratto del sultano, formando cortei di auto e suonando il clacson. Si è trattato di manifestazioni improvvisate e per le quali non era stata richiesta l’autorizzazione, che hanno creato disagi alla circolazione per quasi tre ore.

La polizia è subito accorsa per proteggere alcuni luoghi a rischio, tra cui alcune ambasciate e la “Ernst Kirchweger Haus”, che già in passato era stata presa di mira da gruppi di turchi per protesta contro la presenza curda. Alcuni dei manifestanti sono stati sanzionati, sia per i disordini provocati, sia perché avevano salutato con il gesto dei “Lupi grigi”, l’organizzazione turca di estrema destra, responsabile di attentati e omicidi in patria e all’estero, che dal 2019 è fuorilegge in Austria.

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