Martedì 23 Aprile 2024

Si vota in Turchia per eleggere il presidente e il Parlamento, ma si vota anche in Austria per le stesse ragioni. Sono circa 300.000, infatti, le persone di nazionalità turca che vivono in Austria. Sono considerate di nazionalità turca in quanto immigrate dalla Turchia o con genitori immigrati. Non tutte hanno il diritto di voto. Possono farlo quelle che hanno conservato la cittadinanza turca e che, secondo l’ambasciata a Vienna, sono circa 111.000.

Ma, dei 300.000 turchi residenti in Austria ormai da lungo o lunghissimo tempo, quanti nel frattempo hanno acquisito la cittadinanza austriaca? La legge, infatti, vieta la doppia cittadinanza (o il doppio passaporto, come si usa dire, per rendere meglio l’idea): chi è austriaco è stato costretto a rinunciare alla cittadinanza turca e, se non l’ha fatto, rischia di perdere quella austriaca e con essa il diritto di soggiorno.

L’estrema destra austriaca, rappresentata dall’Fpö, vorrebbe approfittare dell’appuntamento elettorale per scovare gli austro-turchi, ovvero i cittadini che hanno ottenuto la cittadinanza austriaca, ma hanno mantenuto anche quella turca. Vorrebbe scovarli a cacciarli dal Paese, incurante del contributo importante che essi danno all’economia austriaca. Molti di essi sono imprenditori affermati, come, per esempio, Attila Dogudan, uomo d’affari che ha creato una impresa di catering che opera a livello internazionale.

Per questa ragione nei giorni scorsi il segretario dell’Fpö, Herbert Kickl, ha chiesto al ministro degli Interni di schierare poliziotti ai seggi dove votano i turchi, per controllare loro i documenti e, qualora risultassero con doppio passaporto, revocare loro la cittadinanza austriaca e avviare un’azione di espulsione. È un controllo che non si può fare, perché in Austria non esiste l’obbligo di avere con sé documenti di identità. Questo Kickl, che è stato a sua volta ministro degli Interni, lo dovrebbe sapere. Ma che importa, quando si tratta di fare propaganda?

Già due anni fa l’Fpö si era dato da fare per cacciare i turchi. Per vie traverse era entrato in possesso di liste elettorali con decine di migliaia di nomi di austriaci con doppia cittadinanza. Nei loro confronti erano stati avviati procedimenti amministrativi per la revoca della cittadinanza austriaca. Era poi intervenuta la Corte costituzionale, che aveva definito le liste elettorali trafugate uno strumento di prova (della doppia cittadinanza) non idoneo. Di conseguenza tutti i procedimenti in corso erano stati annullati.

Il lato grottesco della vicenda è che proprio l’Fpö soltanto qualche hanno fa aveva proposto di concedere la cittadinanza austriaca agli abitanti del Sud Tirolo di lingua tedesca o ladina, in deroga alla legge sul divieto di doppia cittadinanza che ora invece si vorrebbe applicare.

Tornando alle elezioni, in Turchia si vota domani, ma in Austria si è già votato nei giorni scorsi nei consolati generali di Vienna, Salisburgo e Bregenz e nei seggi elettorali istituiti per l’occasione anche a Linz, Graz e Innsbruck. L’ambasciatore Ozan Ceyhun si è detto molto soddisfatto della partecipazione, che questa volta ha raggiunto il 56,17% (62.349 votanti), mentre alle elezioni precedenti, nel 2018, era stata inferiore al 50%.

NELLA FOTO, coda all’ingresso del seggio aperto al Consolato generale turco a Vienna, in Kirchmeyergasse.

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