Martedì 23 Aprile 2024

Gaston Glock, morto ieri all’età di 94 anni, è stato nel suo campo un genio. Era laureato in ingegneria e occupato nella prodizione di materiali plastici (componenti per porte e finestre), quando gli venne l’idea strepitosa e diabolica al tempo stesso di fabbricare pistole con quelli stessi materiali. Un’idea geniale, appunto, che segnò una svolta nel campo delle armi da fuoco a canna corta.

Erano i primi anni ’80 e le sue pistole di plastica suscitarono curiosità e scetticismo. Per molti erano solo giocattoli. Ma giocattoli che sparavano e avevano qualità che le tradizionali pistole di metallo non avevano: economiche, maneggevoli, leggere, facili da usare, facili da montare e smontare e soprattutto non si inceppavano mai. Avevano anche qualche altra caratteristica meno apprezzabile: passavano inosservate ai metal detector. Ma questo è un altro discorso.

Si spiega così l’enorme successo ottenuto sul mercato delle armi. La Glock 17 (il primo modello prese il nome del suo inventore e dal numero delle invenzioni fino a quel momento brevettate da Gaston Glock) fu adottata nel 1982 dall’Esercito austriaco, come arma d’ordinanza di ufficiali e sottufficiali, e subito dopo partì alla conquista del mondo.

Al primo stabilimento di produzione a Deutsch-Wagram, in Bassa Austria, si aggiunsero in breve tempo quelli di Smyrna, in Georgia (Stati Uniti), e di Ferlach, in Carinzia. Le pistole Glock sono in dotazione a forze armate e di polizia di vari Paesi del mondo, dall’esercito britannico e a quello francese, dal Brasile al Dubai. L’80% delle forze di polizia degli Stati Uniti ne fa uso, dal 2016 anche l’Fbi. Pistole Glock furono trovate anche in mano ai ribelli nella guerra civile in Sudan, come denunciò a suo tempo Amnesty International. Glock a sua volta denunciò Amnesty per diffamazione, chiedendo un risarcimento di 65.000 euro, e i giudici gli diedero ragione.

La pistola Glock, inoltre risulta essere l’arma più venduta per uso privato. La produzione e vendita hanno fatto la fortuna di Glock. Nel 2022 le sue società hanno registrato un utile di 515,44 milioni di euro. Il suo patrimonio personale è stimato intorno a 1,65 miliardi e comprende, oltre alle fabbriche di pistole, una compagnia aerea, un allevamento di cavalli, immobili, foreste e varie fondazioni nel campo delle scienze, della farmacia e della beneficenza.

L’annuncio della morte è stato dato ieri sera dal suo ufficio stampa, mentre la moglie Kathrin ha postato su Facebook una foto di lei, teneramente baciata dall’attempato marito, con la didascalia “amore senza fine”. Kathrin è la seconda moglie di Glock, di 51 anni più giovane di lui. Aveva conosciuto Gaston nel 2004, in un bar di Velden, sul Wörthersee, dove faceva la cameriera. Dalla prima moglie Helga, sposata nel 1962, Gaston Glock aveva avuto tre figli: Brigitte nel 1962, Gaston junior nel 1965 e Robert nel 1969. Si era separato da lei dopo 49 anni di matrimonio. Helda Glock per ora non ha rilasciato dichiarazioni.

NELLE FOTO, dall’alto, l’immagine più nota di Gaston Glock, usata anche nell’annuncio della morte apparso sulla homepage della sua società; la celebre pistola Glock 17 apparsa nel 1982; la foto pubblicata su Facebook dalla moglie Kathrin.

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