Giovedì 20 Giugno 2024

EnQDwIGXEAIRUbq - CopiaI nostri giudici emettono le loro sentenze “in nome del popolo italiano”. Quelli austriaci lo fanno “in nome della Repubblica”. Con questa formula (“Im Namen der Republik”, nella versione originale tedesca) comincia anche la sentenza che la Corte di appello di Vienna ha pronunciato nella causa intentata dal quotidiano “Kronen Zeitung” nei confronti del concorrente “Österreich” e della sua versione in distribuzione gratuita intitolata “oe24”, che ha visto i secondi soccombenti.

I processi a carico di giornali riguardano di solito reati di diffamazione a mezzo stampa. In questo caso, invece, l’azione giudiziaria era stata intentata dalla “Kronen” per alcune affermazioni pubblicate da “oe24”, che non diffamavano nessuno, ma che erano state ritenute non vere e, come tali, avrebbero potuto recare un danno commerciale alle testate concorrenti. Le testate del gruppo “Österreich”, infatti, avevano sostenuto che in esse “tutte le notizie arrivano più velocemente” o “arrivano prima”. Una seconda contestazione riguardava la diffusione di “oe24” in Austria e, in particolare, la crescita diffusionale che, a dire della testata, sarebbe stata di 338.000 copie in un anno.

La prima tesi (da noi “tutte le notizie arrivano prima”) è palesemente insostenibile. Tutti i giornali cercano di arrivare prima degli altri sulla notizia. Qualche volta ci riescono e qualche volta no, ma nessuno può affermarlo di poterlo fare sempre. La seconda affermazione relativa all’aumento di vendite è falsa, come è risultato dal rapporto di “Media Analyse”, ovvero dell’istituto che rileva periodicamente le vendite dei giornali in Austria e il numero dei lettori (sono dati importanti, soprattutto il secondo, perché da essi dipendono in larga misura l’acquisizione di inserzioni pubblicitarie e le loro tariffe). L’aumento di copie diffuse da “oe24” c’è stato, ma molto minore (da 324.000 a 338.000).

Nei processi che riguardano gli organi di informazione, in Austria come in Italia, le sentenze prevedono talvolta l’obbligo di pubblicazione da parte del giornale soccombente. Così è accaduto anche per quella di cui ci stiamo occupando, ma le modalità di pubblicazione sono senza precedenti in Austria e probabilmente nel mondo. Il giudice ha ordinato all’editore di pubblicare il testo della sentenza in prima pagina, in modo che occupasse l’intera prima pagina. Ha stabilito persino che l’intestazione (“Im Namen der Republik”) fosse in grassetto e che l’intera sentenza fosse incorniciata.

Venerdì scorso, pertanto, il quotidiano “Österreich” è uscito con un solo “articolo” in prima pagina: il testo integrale della sentenza, incorniciato e senza foto. Una cosa del genere non si era mai vista prima. E anche in questa occasione l’editore ha fatto il possibile per ridurne la visibilità. È ricorso allo stratagemma di avvolgere il giornale in una copertina contenente auto-pubblicità.

La sentenza della Corte d’appello è definitiva. Si è giunti al giudice di secondo grado, perché entrambe le parti – “Kronen Zeitung” e “Österreich” – avevano presentato ricorso contro la sentenza di primo grado pronunciata dal Tribunale in marzo.

 

NELLA FOTO, la “storica” prima pagina di “Österreich”, interamente occupata dalla sentenza della Corte d’appello di Vienna.

________________

Austria Vicina è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina https://www.facebook.com/austriavicina.

Lascia un commento