Martedì 23 Aprile 2024

Si torna a parlare, dopo quasi trent’anni, di “Olimpiadi senza confini”, di olimpiadi, cioè, organizzate congiuntamente da Austria, Slovenia e Italia nelle tre regioni che confinano tra di loro. Negli anni ’90 era apparso come un sogno l’idea olimpica che riunisse nazioni e popoli che meno di un secolo prima si erano combattuti tra loro e che poi erano stati lungamente divisi da una linea di confine a volte invalicabile, a volte valicabile, ma con grandi difficoltà.

Quel sogno trent’anni fa era svanito quando stava già per diventare realtà, perché l’Italia decise per conto suo di candidare Torino e di porsi quindi in concorrenza con il progetto tri-nazionale fortemente voluto allora dal Friuli Venezia Giulia, insieme con Carinzia e Slovenia. Ma ora, superata la delusione, se ne torna a parlare.

Se ne torna a parlare quanto meno in Carinzia e in Slovenia. Proprio ieri una delegazione di Lubiana, guidata da Matjaz Han, ministro per l’economia, il turismo e lo sport, si è recata a Klagenfurt, dove ha incontrato il governatore Peter Kaiser e l’assessore all’economia Sebastian Schuschnig.

Si è parlato dei rapporti economici sempre più stretti tra le due regioni, ma anche e soprattutto della possibilità di riproporre, insieme con il Friuli Venezia Giulia, la candidatura ai Giochi olimpici invernali del 2034. Non prima, perché l’edizione successiva a quella del 2026 a Cortina-Milano, non potrà tenersi in Europa, secondo la regola dell’alternanza.

“Abbiamo già dimostrato – ha dichiarato Kaiser nell’incontro – che siamo in grado di organizzare eventi sportivi transnazionali. È facile dimostrare, inoltre, che le infrastrutture sportive sono già presenti sui nostri territori. Per questa ragione noi vogliamo chiaramente annunciare anche sul piano politico il nostro comune interesse a una candidatura olimpica per il 2034”.

Una candidatura “verde” e sostenibile, utilizzando ciò che già c’è ed evitando il gigantismo delle ultime edizioni. Visione condivisa dal ministro sloveno Han, secondo il quale “questa prospettiva potrebbe diventare realtà, se il Comitato olimpico saprà valutarla adeguatamente”.

A supporto delle sue affermazioni circa gli impianti sciistici esistenti in zona, Kaiser ha menzionato l’Alpenarena di Villaco, il trampolino e gli impianti di Planica per lo sci nordico, gli stadi del ghiaccio di Villaco e Klagenfurt, le piste del Tarvisiano e di Bad Kleinkirchen per lo sci alpino, la superficie ghiacciata del Weissensee, già omologata dalla Fis per il pattinaggio.

Vi sono, inoltre, altre ragioni in favore della candidatura “senza confini” che Kaiser non ha menzionato. Nel 2034 non si corre più il rischio di un contropiede italiano, perché l’Italia, dopo i Giochi di Milano-Cortina, non vorrà mettersi nuovamente di mezzo. E non c’è neppure il rischio di “fuoco amico” in Austria. Anzi, il problema qui è proprio il contrario, perché nessun altro Land vuole ospitare Giochi olimpici. In passato il Comitato olimpico austriaco aveva tentato due volte di organizzarli, in Tirolo e in Stiria, ma entrambe le volte l’idea era stata respinta a furore di popolo. La candidatura della Carinzia, insieme con le regioni contermini, avrebbe quindi il pieno sostegno nazionale.

Quanto alla Slovenia, date le sue dimensioni, la soluzione tri-nazionale è la sola che può prendere in considerazione. E la presenza del ministro Han all’incontro di Klagenfurt ne è una prova.

Resta da vedere con quanto entusiasmo il Friuli Venezia Giulia aderirà al progetto e resta da vedere soprattutto in che misura le strutture esistenti menzionate dal governatore carinziano potranno essere utilizzate. Quelle menzionate hanno già qualche anno di vita e da qui al 2034 passeranno altri 11 anni e saranno probabilmente obsolete e da sostituire.

Per non parlare dell’aspetto climatico, che è il più problematico. Ci sarà nel 2034 un adeguato innevamento su impianti che si trovano a una quota relativamente bassa? E soprattutto ci saranno temperature sufficientemente basse per produrre, se necessario, neve artificiale, come già avviene ora per quasi tutta la stagione.

Un’incognita è data anche dal Weissensee, il lago tra la valle del Gail e della Drava, che d’inverno ghiaccia e ospita eventi agonistici, tra cui il “Tour alternativo delle 11 città olandesi”, cui partecipano ogni anno oltre 5.000 pattinatori dei Paesi Bassi. L’edizione di quest’anno era in forse, perché non si sapeva se lo spessore di ghiaccio avrebbe tenuto. Come sarà tra 11 anni con le temperature in costante aumento?

NELLA FOTO, l’incontro a Klagenfurt tra il ministro sloveno Matjaz Han e il governatore della Carinzia Peter Kaiser.

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