Lunedì 22 Aprile 2024

Risultati apparentemente contradditori emergono da uno studio commissionato dal Comune di Vienna all’istituto demoscopico Sora. Dal documento risulterebbe che i viennesi in gran parte giudicano positivamente la convivenza con gli stranieri immigrati, in particolare dopo averli conosciuti di persona e non soltanto attraverso ciò che ne dicono i media e i social. Sono anche contenti per il loro contributo nelle attività produttive e nel mercato del lavoro. Più della metà degli intervistati riscontrano effetti positivi dell’immigrazione sulla vita della città.

Ma dicono anche che adesso basta, che gli immigrati che si sono insediati a Vienna sono troppi e che non è il caso di aggiungerne altri. I più sensibili su questo aspetto sono gli anziani, molto meno i giovani. Disturba soprattutto l’immigrazione illegale vista come “una spina nel fianco”, perché agli illegali, costretti a vivere in clandestinità, ricorrendo a espedienti quasi sempre illeciti, sono riconducibili gli episodi di violenza – spaccio di droga, prostituzione, reati contro il patrimonio, accoltellamenti – di cui riferiscono con sempre maggiore frequenza le cronache.

Quasi tutti gli intervistati erano dell’opinione che gli immigrati dovessero conoscere bene la lingua tedesca. Il Comune di Vienna già mette a loro disposizione corsi gratuiti di tedesco, ma si dovrebbe fare ancora di più. L’assessore per l’integrazione Christoph Wiederkehr – che ha presentato lo studio Sora insieme con l’autore Christian Glantschnigg – ha definito urgente un secondo anno obbligatorio di scuola materna e la frequenza obbligatoria di corsi di tedesco durante l’estate.

Inoltre, Vienna avrebbe bisogno di 1.000 poliziotti in più, per rafforzare il senso di sicurezza dei cittadini, scossi dai tanti episodi di violenza che vedono coinvolte persone di origine straniera, benché i dati sulla criminalità e sui reati contro il patrimonio e contro le persone siano in calo. Qui, ovviamente, dovrebbe entrare in scena il governo federale, retto dall’Övp, che tuttavia raramente è in sintonia con l’amministrazione socialdemocratica della capitale e che ha disertato la presentazione dello studio dell’istituto Sora, definendone i risultati “tutt’altro che ottimali”.

Ancora più severo il giudizio dell’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista. Secondo il capogruppo al Comune, Dominik Nepp, “ogni forma di integrazione” sarebbe fallita. La giunta rosso-rosa (sono i colori dell’Spö e di Neos, partito liberale di centro) non farebbe altro che proseguire la politica della precedente giunta rosso-verde e cioè “accogliere a Vienna a braccia aperte i migranti economici”.

Secondo la ministra per l’Integrazione, Susanne Raab, la città sarebbe essa stessa responsabile dell’elevato numero di stranieri che ospita, di gran lunga il più alto in Austria in rapporto alla popolazione: “È evidente la stretta relazione tra l’alto numero di immigrati e i servizi sociali che il Comune offre loro, nettamente superiori a quelli degli altri Länder”. In altre parole Vienna ha troppi immigrati, perché li tratta meglio.

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