Lunedì 24 Giugno 2024

21.12.19 Rudolf StriedingerLa situazione epidemiologica in Austria sta migliorando, segno che le tre settimane di lockdown generale sono servite e i frutti ora si vedono. Il numero di pazienti in terapia intensiva è sceso a 505 (il dato è di due giorni fa), al di sotto della soglia critica dei 600, oltre la quale gli ospedali non erano più in grado di garantire le cure necessarie a tutti, ma dovevano scegliere chi salvare e chi no. Anche l’incidenza settimanale su 100.000 abitanti è scesa a 271, molto vicina ormai a quella italiana.

Il diffondersi della variante Omicron avrebbe consigliato il mantenimento delle misure di cautela, ma sulle esigenze sanitarie hanno prevalso quelle del commercio prenatalizio, con negozi riaperti in questo quarto e ultimo weekend di Avvento, domenica compresa (dopo i primi tre weekend con negozi chiusi).

Per Natale e Capodanno le restrizioni saranno in parte sospese anche per i non vaccinati, per i quali altrimenti il lockdown sarebbe continuato. Ecco in dettaglio ciò che sarà loro permesso. Il 24 dicembre (vigilia di Natale), il 25 e il 26, nonché il 31 dicembre anche i non vaccinati potranno uscire di casa per festeggiare insieme con parenti o amici, purché non in numero superiore a 10. Per farlo, non avranno bisogno del cosiddetto certificato “2G” (che documenta la vaccinazione o la guarigione). Il numero è importante: 10 persone. Rimpatriate con più di 10 persone (il numero massimo comunque resta 25) richiederanno sempre il certificato “2G”.

Stiamo parlando di festeggiamenti in case private. Nei ristoranti, negli alberghi, nei negozi resterà sempre valida la regola delle “2G”. Ma nei locali pubblici non incomberà più l’obbligo della chiusura alle 23. Per Natale e Capodanno si potrà festeggiare tutta la notte.

C’è un che di contraddittorio in queste aperture, perché tutti i consulenti scientifici del governo sono allarmati per la variante Omicron in agguato e danno per certa in gennaio una quinta ondata di contagi. Ne è consapevole lo stesso ministro della Salute, Wolfgang Mückstein, che è lui stesso un medico e se ne intende. Così, mentre si riaprono i negozi per dare un po’ di ossigeno al commercio e si allargano le maglie nei giorni delle festività, per consentire a parenti e amici di riunirsi, si pongono delle limitazioni agli ingressi in Austria, sul modello italiano.

Da domani potranno entrare in Austria soltanto viaggiatori provvisti di certificato “2G” (vaccinati o guariti). Inoltre dovranno esibire un test molecolare negativo o il certificato di aver ricevuto anche la terza dose di vaccino. Altrimenti saranno costretti a sottoporsi a una quarantena di 10 giorni, che potrà cessare dopo 5 giorni, previa esibizione di un test molecolare negativo. In ogni caso, sarà necessaria una registrazione con Pre-Travel-Clearance.

Deroghe sono previste per i bambini sotto i 12 anni, per le donne in stato di gravidanza e per chi soffra di patologie che non consentano la vaccinazione. Deroghe sono previste anche per i lavoratori pendolari, per i quali continueranno a valere le regole di prima: certificato “3G”, che considera anche il tampone negativo, oltre alla vaccinazione e alla guarigione.

Quando l’Italia introdusse il “green pass”, qualcuno protestò rilevando che “eravamo gli unici in Europa a farlo” e chiedendosi: “Possibile che tutti gli altri sbaglino e solo noi no?”. Poi il “green pass” (o certificati analoghi) furono introdotti in quasi tutti gli altri Paesi, come aveva fatto l’Italia. Lo stesso sta accadendo ora con i controlli agli ingressi nel nostro Paese, sui quali l’Ue aveva sollevato obiezioni (non nel merito, ma per il mancato preavviso). Ora l’esempio italiano viene seguito dall’Austria e da altri Paesi. Non è una chiusura dei confini, ma un misura per tenere sotto controllo la pandemia. In Austria dovranno sottoporsi alle nuove regole non soltanto gli stranieri che vogliono entrare nel Paese, ma anche gli stessi austriaci che devono rientrare dall’estero.

In due casi, dunque, è stata l’Italia a indicare la strada da seguire agli altri. Ma a questi due casi se ne aggiunge ora un terzo. In vista dell’attesa ondata di contagi Omicron, l’Austria ha istituito un nuovo comitato di coordinamento composto da medici, scienziati e tecnici. La direzione sanitaria del nuovo organismo, che affiancherà il governo nelle sue decisioni, è stata affidata a Katharina Reich, direttrice generale per la Salute pubblica nel ministero.

La direzione logistica, invece, sarà in mano a un generale dell’esercito, “sull’esempio di altri Paesi”, è stato detto, ma il riferimento all’Italia è più che evidente. Il compito è stato affidato Rudolf Striedinger (nella foto), che ha il grado di “Generalmajor”. Corrisponde al nostro generale di divisione, lo stesso grado del generale Paolo Figliuolo.

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