Domenica 18 Gennaio 2026

Il piacere di lanciare sassi dai cavalcavia, con l’obiettivo di colpire le auto che vi passano sotto, continua a diffondere il suo contagio. Il fenomeno era apparso in Italia negli anni ’80 e aveva assunto dimensioni tali che si era reso necessario numerare tutti i sovrappassi autostradali, per poter localizzare subito i lanciatori e inviare sul posto pattuglie della polizia. Quarant’anni dopo l’epidemia non è ancora cessata. Decine di casi sono stati registrati anche quest’anno e non se n’è parlato molto perché per fortuna non hanno avuto vittime.

Il fenomeno, tuttavia, non è solo italiano. Nel 2020 avevamo riferito di un episodio del genere accaduto alla periferia est di Klagenfurt, che aveva portato all’arresto di due giovani della zona. Ora abbiamo notizia di un analogo episodio avvenuto lo scorso anno a Vienna: un uomo di 34 anni era stato sorpreso a lanciare pietre grosse come mattoni dalla Brigittenauer Brücke, il ponte che supera il Danubio all’altezza della Donauturm. Ne aveva lanciate tre, una delle quali aveva centrato il parabrezza di un’auto, guidata da una donna. Le schegge del parabrezza l’avevano ferita gravemente a un occhio.

L’altro giorno l’uomo è stato processato in Tribunale per lesioni personali gravi. Interrogato dal giudice sul suo comportamento ha dichiarato di non ricordarsi nulla. È stato condannato a due anni di reclusione, di cui 8 mesi senza condizionale.

NELLA FOTO, la Brigittenauer Brücke, il ponte che attraversa il Danubio, passando anche sopra l’Isola del Danubio. Sullo sfondo si intravede la Donauturm.

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