Mercoledì 22 Maggio 2024

10.03.27 Peter Kaiser 3_7262703Peter Kaiser, 51 anni, funzionario del Land e assessore regionale alla sanità in carica, è il nuovo segretario dell’Spö, il Partito socialdemocratico della Carinzia. È stato eletto da un congresso straordinario del partito, convocato in anticipo rispetto alle scadenze statutarie, dopo le dimissioni del suo predecessore Reinhart Rohr. Il quale Rohr, a sua volta, si era dimesso dopo il tracollo dell’Spö alle elezioni regionali del marzo dello scorso anno, che aveva registrato una perdita mai vista prima di 10 punti percentuali (dal 38,4 al 28,4).

In Austria la prassi delle dimissioni esiste ancora. Non era colpa di Rohr – o non era soltanto colpa sua – la disfatta elettorale socialdemocratica di un anno fa, ma il segretario dell’Spö se n’era assunto la responsabilità, annunciando di volersi fare da parte. Il cambio non è avvenuto subito, ma un anno dopo, soltanto per la difficoltà di trovare un successore. Da vent’anni a questa parte, infatti, sembra che la poltrona di presidente del partito (in Austria viene definito così il massimo responsabile politico, quello che noi in Italia chiamiamo invece “segretario”) bruci chiunque vi si sieda sopra.

Vent’anni fa l’Spö aveva ancora la maggioranza assoluta (51,6% alle elezioni del 1984). L’aveva sempre avuta dal dopoguerra e dominava incontrastato la Carinzia, che proprio per questo veniva considerata un “Land rosso”. E proprio per questo la Comunità di lavoro di Alpe Adria, alla sua nascita, era stata allargata alla Stiria, Land da sempre in mano al Partito popolare, perché il Friuli Venezia Giulia, a maggioranza Dc, non voleva avere come unico partner austriaco un Land così sbilanciato a sinistra.

Altri tempi. Ora la Stiria è diventata socialdemocratica (in autunno si terranno le elezioni e si vedrà se lo resterà ancora), mentre la Carinzia non lo è più. Non lo è più dal 1989, quando l’Spö scende al 46,0%. Ha sempre la maggioranza relativa, è vero, e una signora maggioranza, ma nel frattempo qualcosa è cambiato nel Land. Da tre anni Jörg Haider guida l’Fpö, il Partito liberalnazionale, che fin prima era agonizzante e che con lui incomincia una inarrestabile ascesa.

Da animale politico qual è, Haider coglie immediatamente l’occasione storica che gli viene offerta da un Spö finalmente sotto il 50% in Carinzia e propone all’Övp, che accetta, una coalizione di centrodestra che escluda i socialdemocratici (10 anni prima che ciò accada anche a livello nazionale). Per l’Spö è l’inizio di un declino che lo porterà, in vent’anni, a dimezzare i suoi voti.

Peter Kaiser è stato eletto con il mandato di invertire questa tendenza. Una “mission impossible”, su cui pochi sono disposti a scommettere. Perché la crisi dell’Spö carinziano si inserisce nella più complessa crisi della socialdemocrazia austriaca, che sembra aver esaurito la sua ragion d’essere, di fronte alle nuove sfide poste dalla società del terzo millennio. Perché alla crisi nazionale si somma quella della Carinzia, un Land dove un segretario regionale dell’Spö ha spesso le mani legate, dovendo fare i conti con troppi concorrenti all’interno del partito. Li chiamano “Stadtfürsten”, “principi delle città”, perché in molti casi sono sindaci di importanti capoluoghi di mandamento, in lite tra di loro e disgraziatamente potenti (i Comuni austriaci gestiscono molti soldi), capaci di creare clientele e di mettere i bastoni tra le ruote a chi dovrebbe indicare loro la linea politica da seguire.

Tutti i predecessori di Peter Kaiser finora hanno dovuto alzare bandiera bianca. Ricordiamo, nell’ordine, Peter Ambrozy, Michael Ausserwinkler, Helmut Manzenreiter, Gabriele Schaunig Kandut fino a Reinhart Rohr.  Ce la farà ora Kaiser? L’unica risposta possibile è che cercherà di resistere il più a lungo possibile al fuoco amico. E per un politico come lui, che è anche un appassionato maratoneta, la resistenza è una qualità che non dovrebbe fargli difetto.

Nella foto, la sala del congresso del Partito socialdemocratico carinziano.

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