Domenica 18 Gennaio 2026

“Bentornato Dreiländereck!”. L’azienda di promozione turistica dell’area di Villaco festeggia con queste parole la riapertura degli impianti di risalita della località sciistica appollaiata sul monte Forno (Dreiländereck, in tedesco), al confine tra Carinzia, Friuli e Slovenia. Nella primavera dello scorso anno era stata data per morta, perché la società proprietaria degli impianti era fallita con un indebitamento di circa 3 milioni e non si trovava chi volesse subentrarle.

Dopo mesi e mesi di trattative, il sindaco di Arnoldstein (comune in cui si trova il Dreiländereck), Reinhard Antolitsch, ha trovato un investitore disposto a scommettere sul futuro dell’area sciistica. Si chiama Andreas Blüm ed è un imprenditore di Fürnitz, località molto vicina ad Arnoldstein, nota soprattutto per il grande scalo ferroviario intermodale.

Blüm ha investito 1,5 milioni per rimettere in sesto gli impianti (la seggiovia a tre posti di arroccamento e 7 skilift in quota) rimasti fermi nella precedente stagione e per risanare anche le stazioni a valle e in quota. Da ieri tutti gli impianti sono in funzione e sono aperti agli sciatori i 15 chilometri di piste di discesa.

Il Dreiländereck è una relativamente piccola stazione turistica, ma con un grande vantaggio per gli sciatori, in particolare per quelli in arrivo dall’Italia. Si trova a pochi chilometri dal confine, il parcheggio è gratis e tutti gli impianti si trovano sulla dorsale di vetta del monte, che rappresenta un balcone naturale con una spettacolare vista sulle Alpi Giulie slovene e italiane.

L’altra faccia della medaglia è la bassa quota delle piste. Il sito web della vecchia gestione indicava, mentendo spudoratamente, un’altezza di 1.600 metri, mentre il nuovo sito web dice finalmente la verità: 1.500 metri. Dire la verità è un buon inizio, ma non risolve il problema che era stato all’origine del fallimento della precedente proprietà: lo scarso innevamento, dovuto al cambiamento climatico, e la necessità di ricorrere a strumenti artificiali, che aumentano enormemente i costi di gestione.

Ormai tutti gli addetti ai lavori sanno che entro pochi anni si potrà sciare soltanto sopra i 2.000 metri e molti poli sciistici scompariranno dalla carta topografica, come è già accaduto in Friuli e Sella Chianzutan e al Matajur. Il Dreiländereck non supera i 1.500 e quindi il futuro non è roseo. C’è da augurarsi che Andreas Blüm abbia fatto bene i suoi calcoli e sia consapevole che, ammesso che quest’anno riesca a chiudere i conti in pareggio, a medio termine non ci sarà più neve per sciare e gli impianti serviranno soltanto a portare i turisti in quota.

NELLA FOTO che risale a qualche stagione fa, di Michael Stabentheiner, una delle piste del Dreiländereck, con sullo sfondo il Dobratsch e la conca di Villaco.

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