Venerdì 6 Novembre 2026

Ci sono oggetti che abbiano sotto gli occhi ogni giorno, dai telefonini alle lavatrici, dagli airbag agli alzacristalli dell’auto. E poi ci sono altri oggetti che forse conosciamo di meno, dagli impianti elettrici dei veicoli agli strumenti dell’intelligenza artificiale. Gran parte di questi oggetti di uso comune e meno comune funzionano perché nel loro cuore “batte” un microchip uscito dagli stabilimenti dell’Infineon di Villaco. Parliamo di una delle tre aziende leader in Europa nella produzione di semiconduttori e tra le prime dieci al mondo.

Ieri questa azienda ha fatto un ulteriore passo avanti, annunciando un investimento di 1,1 miliardi nella produzione semiconduttori di ultima generazione, che rispondono alla crescente domanda di chip ad alta efficienza energetica e che trovano impiego in data center per l’intelligenza artificiale, infrastrutture energetiche, mobilità elettrica e robotica.

Infineon è leader nel settore dell’elettronica di potenza basata sul nitruro di gallio. Due anni fa, l’azienda aveva raggiunto un traguardo tecnologico fondamentale con la riuscita lavorazione – la prima al mondo – di wafer al nitruro di gallio da 300 millimetri. La produzione di chip su wafer di questa dimensione è più avanzata e decisamente più efficiente rispetto a quella su wafer da 200 millimetri, poiché il diametro maggiore consente di ottenere un numero di chip da due a tre volte superiore per singolo supporto.

Jochen Hanebeck, ceo di Infineon Technologies Ag (la casa madre che ha sede in Germania), ha dichiarato che questo investimento rappresenta un chiaro impegno verso il rafforzamento dell’ecosistema europeo dei semiconduttori e della sovranità tecnologica dell’Europa. Alla presentazione dell’investimento era presente anche il cancelliere Christian Stocker. Questi ha affermato che l’investimento miliardario di Infineon costituisce uno dei più ingenti investimenti singoli nella storia dell’industria high-tech austriaca. «Ciò garantisce inoltre che il futuro dell’industria dei semiconduttori non venga deciso esclusivamente in Asia o in America, ma anche in Austria e in Europa».

Il ministro dell’Economia Wolfgang Hattmannsdorfer ha sottolineato, a sua volta, che per l’economia di domani i chip rivestono un’importanza paragonabile a quella del petrolio per l’economia del passato. Attualmente l’Europa contribuisce solo per circa il dieci percento alla produzione mondiale di chip. «Dobbiamo produrre questa tecnologia chiave anche in Europa. L’Austria è già leader nel settore dei chip ad alta efficienza energetica. In rapporto alla popolazione, siamo al primo posto nell’Unione Europea per quanto riguarda la spesa in ricerca aziendale nel campo dei semiconduttori». Secondo Hattmannsdorfer, ogni posto di lavoro nell’industria dei chip genera, per calcolo statistico, altri sei posti di lavoro nell’economia generale. Per questo motivo, si è deciso di sostenere il nuovo impianto di produzione di chip di Infineon con un contributo di 319 milioni di euro.

Infineon Austria conta circa 5.800 dipendenti, di cui 4.800 nella sede di Villaco. Sono per lo più ingegneri e chimici che provengono da oltre quaranta Paesi, molti anche dall’Italia. Al visitatore occasionale, che frequenta Villaco per il Kirchtag o per i mercatini di Natale, questa presenza internazionale per lo più sfugge. Una situazione paragonabile a quella di Ivrea, in Italia, quando l’Olivetti dei tempi d’oro, quelli di Adriano Olivetti, richiamava cervelli da tutto il mondo.

NELLA FOTO, gli stabilimenti di Infineon Austria Ag alle periferia di Villaco.

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