Mercoledì 22 Maggio 2024

20.03.11 Karl Nehammer, Sebastian Kurz, Rudolf Anschober (Coronavirus)L’Austria intende abbassare la saracinesca al confine italiano e impedire gli ingressi da quello che attualmente è il più minaccioso focolaio di Coronavirus d’Europa. Per ora è soltanto un proposito, perché le modalità di attuazione del blocco devono ancora essere definite. Ma il cancelliere Sebastian Kurz, nell’annunciare in una conferenza stampa questa e altre misure contro il diffondersi del contagio, è stato chiaro: ha parlato di “Anreisestopp”, ovvero di divieto di ingresso per gli italiani.

Alla frontiera tutti i veicoli verranno fermati dalla polizia e gli italiani potranno proseguire il viaggio soltanto se in possesso di un certificato medico che attesti l’assenza del contagio. Altrimenti saranno rimandati indietro. Si tratta di una prescrizione ancora piuttosto vaga, che forse verrà meglio definita nel decreto che ieri, al momento della conferenza stampa, non era ancora pronto. È evidente che il certificato medico vale nel momento in cui è rilasciato, mentre i sintomi del virus potrebbero manifestarsi nei giorni successivi.

Tant’è vero che per i cittadini austriaci residenti o in viaggio in Italia se n’è tenuto conto. Il ministro della sanità, Rudolf Anschober, presente alla conferenza stampa con Kurz, li ha esortati tutti a tornare in patria, ma dovranno sottoporsi a una quarantena di 14 giorni. Per loro la quarantena e per gli italiani soltanto il certificato? Qualcosa non quadra e per capirne di più occorrerà forse attendere qualche giorno.

Quel che è certo è che ieri il confine era aperto come sempre, solo il traffico in entrata e uscita era sensibilmente ridotto. Sia al valico del Brennero che a quello di Tarvisio sono stati effettuati per due ore i controlli sanitari a campione che erano stati annunciati fin da venerdì scorso. Il transito transfrontaliero non ha subito rallentamenti di rilievo. Al valico di Tarvisio i controlli sono stati fatti dalle 14.30 alle 16.30 nell’ex area doganale lungo l’autostrada, all’interno del territorio austriaco. Oggi si vedrà se saranno introdotti controlli più sistematici e dove. Se il transito fosse bloccato alla frontiera, costituirebbe una deroga all’accordo di Schengen, per la quale almeno fino a ieri non era stata presentata alcuna richiesta all’Ue.

Sempre in materia di transiti, le altre misure a cui ieri il cancelliere Kurz e il ministro degli Interni Karl Nehammer hanno fatto cenno riguardano il trasporto merci: i camion potranno entrare in Austria, previa esibizione anche in questo caso di un certificato sanitario. Sarà inoltre consentito l’attraversamento dell’Austria per quanti dichiarano di essere diretti in Germania o in un altro Paese del Centro Europa, con l’obbligo di non fare tappe intermedie sul suolo austriaco. Interrotti i collegamenti aerei e ferroviari.

Kurz ha spiegato le ragioni di questi provvedimenti. Il numero dei contagi in Austria è ancora limitato (193 persone alle 19.30 di ieri), ma il tasso di crescita è esponenziale. Il diffondersi del virus non può essere evitato, ma rallentato. Ecco quindi i controlli al confine e le altre misure decise, prime fra tutte il divieto di manifestazioni che richiamano molto pubblico. Da oggi e fino ai primi di aprile saranno vietati tutti gli eventi all’aperto con più di 500 spettatori (per quelli al chiuso il numero scende a 100).

Da lunedì prossimo tutte le Università e le scuole superiori sospenderanno le lezioni. Nessuna chiusura, per ora, delle scuole elementari e medie, per non mettere in difficoltà le famiglie costrette ad accudire ai figli. Nei prossimi giorni sono previsti incontri con direttori scolastici e parti sociali, per decidere il da farsi.

Il decreto, che ieri non era ancora pronto, stabilirà criteri precisi per la chiusura di cinema, teatri, sale da concerti, ma molti di questi hanno già deciso autonomamente di sospendere l’attività. Così, per esempio, la Stadthalle ha annullato tutti gli appuntamenti (ce n’erano 19 in calendario), idem il Konzerthaus e il teatro della Josefstadt. L’Orf ha sospeso il programma “Dancing Stars” (corrisponde al nostro “Ballando con le stelle”), mentre perfino il duomo di Santo Stefano ha chiuso le sue porte ai visitatori. Per il momento non ci sono limiti alle funzioni religiose, ma la Comunità di culto islamica ha autonomamente deciso di chiudere le moschee e le aule di preghiera. Fermi i Wiener Sängerknaben, i “piccoli cantori di Vienna”, che non accompagneranno più le messe domenicali nella Hofburgkapelle e hanno disdetto le tournée in Belgio, Olanda e Danimarca.

I campionati di calcio si sarebbero potuti svolgere regolarmente senza spettatori sugli spalti, ma la Federazione ha preferito sospendere le partite, per non rinunciare al pubblico pagante. Chiuso in anticipo il campionato di hockey su ghiaccio, senza un vincitore. Ancora incerto lo svolgimento della Maratona di Vienna, in programma il 17 aprile, ma da ieri le iscrizioni on-line sono sospese.

Non saranno sospesi invece i trasporti pubblici, ma l’azienda di Vienna ha comunicato che d’ora in poi gli sportelli di tutti i treni metropolitani si apriranno automaticamente, senza che i passeggeri ci mettano mano.

 

NELLA FOTO, il cancelliere Sebastian Kurz, al centro, tra il ministro della Sanità Rudolf Anschober, a destra, e quello degli Interni Karl Nehammer: è un’immagine che vedremo spesso, perché sono gli esponenti del governo austriaco in prima linea nel contrastare il Coronavirus.

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