Giovedì 30 Maggio 2024

20.03.12 Valico autostrada Tarvisio, camion in coda verso area doganaleDopo ripetuti annunci, ieri l’Austria è passata dalle parole ai fatti e ha definitivamente chiuso i valichi di confine con l’Italia. Non si entra se non si è in possesso di un certificato medico che attesti l’assenza di malattie o se non ci si impegna a sottoporsi a una quarantena volontaria. Ad alcuni valichi non si passerà proprio, perché entro qualche giorno saranno montate barriere sulla carreggiata.

È uno scenario surreale che rimanda agli anni della guerra o dell’immediato dopoguerra, perché anche prima di Schengen i confini con l’Austria erano sempre stati comunque molto aperti. Ora non più. Non per ostilità nei confronti dell’Italia, ma perché il Coronavirus ha creato una grande emergenza, che si tenta di arginare in tanti modi, uno dei quali è la limitazione della mobilità tra Italia e Austria.

Le misure di contenimento sono state introdotte ieri poco dopo mezzogiorno. Da quell’ora tutti i veicoli che entrano in Austria dal valico autostradale di Tarvisio vengono fermati e controllati dalla polizia. In breve si è formata una coda di automezzi che nel pomeriggio si è allungata per chilometri fino al territorio italiano. Al conducente e ai passeggeri viene richiesto un certificato medico che attesti in tre lingue (italiano, tedesco e inglese) che la persona non è ammalata. L’ordinanza del Ministero austriaco della sanità fa riferimento a un “test biologico molecolare per Sars-CoV-2” che deve risultare negativo. Il certificato non deve essere stato rilasciato più di 4 giorni prima. Senza questo documento non si mette piede in Austria.

I cittadini austriaci che desiderano rientrare in patria (sono circa 5000 attualmente quelli che si trovano in Italia per vacanza o lavoro) possono farlo anche senza certificato medico, ma devono sottoscrivere un documento in cui si impegnano a sottoporsi a una quarantena domestica. Naturalmente, se hanno il certificato, la quarantena non serve o, se si procurano successivamente un certificato una volta rientrati a casa, possono interromperla.

Quel che vale per gli austriaci di rientro vale anche per gli italiani che hanno una residenza principale o secondaria in Austria (per esempio, tutti i proprietari di appartamenti a Bad Kleinkirchheim o altrove). Chi è diretto in Germania o in altri Paesi del Centro Europa può passare, ma deve garantire di non fare soste intermedie. In questi casi spesso la polizia controlla che il serbatoio sia pieno, perché non sono consentite nemmeno le soste nelle aree di servizio per un rifornimento. I lavoratori pendolari hanno la porta aperta, ma devono esibire una attestazione del datore di lavoro in Carinzia.

L’ordinanza non si applica ai trasporti di merci, che hanno libero transito. In proposito, l’agenzia Agi accenna all’ipotesi che tutto il traffico tra Austria e Italia possa essere bloccato e che al Brennero le merci siano costrette a viaggiare soltanto su rotaia, con cambio di locomotore al confine. Di questa notizia, per ora, non c’è alcuna conferma e forse va letta tenendo conto delle forti pressioni che il Land Tirolo (non però il Land Carinzia) esercita per limitare il movimento di Tir italiani e tedeschi lungo la valle dell’Inn. Le motivazioni, tuttavia, sono ambientali e non hanno nulla a che fare con il Coronavirus.

Come al valico autostradale di Tarvisio, analoghi controlli vengono effettuati anche sulla strada statale, al valico di Coccau. Qui però il transito si interrompe alle 21, il valico viene chiuso con uno sbarramento e riaperto alle 6 del mattino. Agli altri due valichi della regione – Monte Croce Carnico e Pramollo – sono previsti per ora controlli occasionali, ma entro un paio di giorni saranno completamente chiusi.

Non meno drastiche sono le misure che l’Austria ha imposto a se stessa, probabilmente spaventata da quel che sta accadendo in Italia. Anche qui i cittadini sono stati invitati a starsene a casa e sono state limitate tutte le attività sociali. Chiuse le Università (da ieri anche quella di Klagenfurt) e da lunedì anche le scuole superiori; per le medie ed elementari la chiusura è stata rimandata a mercoledì, per dar modo alle famiglie di organizzarsi nella custodia dei ragazzi non più affidati alle scuole.

Uno dopo l’altro, tutti i principali musei e teatri hanno autonomamente deciso di sospendere l’attività. Avevamo già scritto ieri della Stadthalle di Vienna. Ora l’elenco si sta facendo davvero lungo: dalla Staatsoper di Vienna al Burgtheater, dal Konzerthaus al Volkstheater. Chiusi anche il Leopoldmuseum, il Wien Museum, il Joanneum di Graz. L’Albertina doveva inaugurare domani una sua nuova sede, l”Albertina modern”, nella rinnovata Künstlerhaus di fronte al Musikverein, ma la cerimonia è stata rinviata a fine aprile. Chiuso il castello di Schönbrunn e l’annesso Tiergarten. Sospesi vari festival, tra cui quello del cinema austriaco, Diagonale, che si doveva tenere a Graz dal 24 al 29 marzo. Chiusa anche la sala di lettura della Nationalbibliothek di Vienna.

In Carinzia è stata annullata la “Freizeitmesse”, la fiera del tempo libero che si doveva tenere in aprile e la stessa sorte ha avuto il raduno internazionale delle auto Golf, che richiama ogni anno decine di migliaia di appassionati sulle rive del Wörthersee. Cancellato anche il Josefimarkt di Eberndorf, una delle più vecchie fiere-mercato dell’Austria (la prima edizione risale a 156 anni fa). Chiusa anche la piscina di Klagenfurt, mentre rimane aperto il centro termale di Warmbad-Villach, a cui però gli italiani non saranno ammessi.

La Diocesi ha sospeso matrimoni, battesimi e altre celebrazioni analoghe, ma le chiese rimangono aperte e le funzioni religiose seguono il calendario abituale. Soltanto alla messa non sarà più distribuita la Comunione.

 

NELLA FOTO, l’autostrada in territorio austriaco, subito al di là del confine di Tarvisio. Si nota l’incolonnamento di camion, deviati sulla rampa che scende all’ex area doganale, dove avvengono i controlli sanitari ai viaggiatori in ingresso in Austria.

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