Domenica 18 Gennaio 2026

L’European Song Contest (Esc), il festival europeo della canzone, che il prossimo si terrà in Austria, rischia di uscirne dimezzato. La partecipazione di Israele, infatti, sta inducendo alcune emittenti televisive a fare marcia indietro e a rinunciare alla partecipazione. Tra queste, l’Olanda, la Spagna, l’Irlanda e la Slovenia. Altre ci stanno pensando.

I propositi di boicottaggio erano stati annunciati già nelle scorse settimane. Per questo ieri si sono riuniti a Ginevra i vertici dell’European Broadcasting Union (Ebu), l’organismo composto dalle emittenti radiotelevisive europee che organizza il festival. In discussione il regolamento di voto delle canzoni e dei cantanti e la partecipazione di Israele, che alla fine è stata approvata.

Già nel corso della riunione Avatros, emittente olandese, ha annunciato che per la prima volta dal 1991 l’Olanda non sarà presente alla prossima edizione del festival, in programma a Vienna. Subito dopo hanno fatto lo stesso annuncio anche Irlanda, Spagna e Slovenia. Ma anche emittenti di altri Paesi stanno valutando se partecipare o meno, tra queste l’islandese Rvu.

“In considerazione delle atroci perdite di vite umane e della crisi umanitaria – ha fatto sapere in una nota Rte, emittente irlandese – una partecipazione di Israele sarebbe in futuro irragionevole”. E Natalija Goršcak, rappresentante di Rtv Slovenia, ha fatto sapere a sua volta: “Il nostro messaggio è: non parteciperemo, se c’è Israele. A causa dei 20.000 bambini che sono morti a Gaza”.

L’Eurovision Song Contest è giunto alla sua 70. edizione, che si terrà nella Stadthalle di Vienna il 12 e il 14 maggio (semifinali) e il 16 maggio (serata finale con proclamazione del vincitore). Com’è consuetudine, il prossimo anno toccherà all’Austria ospitare l’evento, perché era stato un austriaco – il cantante Johannes Pietsch, in arte JJ – a vincere la precedente edizione del festival, in Svizzera. L’organizzazione del festival, pertanto, sarà affidata all’Orf, emittente radiotelevisiva pubblica austriaca, che si è sempre dichiarata a favore della partecipazione di Israele.

Roland Weissmann, direttore generale dell’Orf, ha tenuto a precisare che all’European Song Contest partecipano emittenti televisive, non governi. “Nelle scorse settimane – ha dichiarato – mi sono personalmente impegnato per la partecipazione dell’emittente di diritto pubblico di Israele e saluto con piacere il fatto che Kan possa essere presente” all’edizione di maggio.

Dello stesso tenore l’opinione di Michael Ludwig, sindaco della città che ospiterà il festival: “Saluto con favore la notizia che Israele parteciperà all’Esc. Le artiste e gli artisti israeliani dovranno sempre potersi esibire da noi”. Ludwig poi si è dichiarato “scettico per il boicottaggio di artisti, se questo dipende dalla loro provenienza”. E ha concluso: “Vienna è messa di nuovo alla prova di saper essere un fantastico ospite per uomini di tutto il mondo, che qui si sentono bene e sicuri”.

Ludwig è un esponente dell’Spö (Partito socialdemocratico), ma anche i popolari (Övp) la pensano allo stesso modo, come ha fatto sapere Alexander Pröll, ministro segretario alla Cancelleria. Insomma, quella che un tempo era la “grosse Koalition” è a favore di Israele. Non si conosce per ora il pensiero degli altri partiti.

Naturalmente a favore di Israele la Comunità israelitica di Vienna, il cui presidente Oskar Deutsch ha dichiarato: “La molteplicità ha vinto! Ci rallegriamo per la meravigliosa festa della musica che si terrà a Vienna e ci congratuliamo con l’Orf, che sarà un ospite fantastico per questo grande evento che unisce i popoli”.

NELLA FOTO, JJ (Johannes Pietsch), vincitore dell’Eurovision Song Contest 2025 in Svizzera. È grazie a lui se la prossima edizione del festival si terrà in Austria.

__________________________

AUSTRIA VICINA è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina

https://www.facebook.com/austriavicina