L’European Song Contest (Esc), il festival europeo della canzone, che il prossimo si terrà in Austria, rischia di uscirne dimezzato. La partecipazione di Israele, infatti, sta inducendo alcune emittenti televisive a fare marcia indietro e a rinunciare alla partecipazione. Tra queste, l’Olanda, la Spagna, l’Irlanda e la Slovenia. Altre ci stanno pensando.
I propositi di boicottaggio erano stati annunciati già nelle scorse settimane. Per questo ieri si sono riuniti a Ginevra i vertici dell’European Broadcasting Union (Ebu), l’organismo composto dalle emittenti radiotelevisive europee che organizza il festival. In discussione il regolamento di voto delle canzoni e dei cantanti e la partecipazione di Israele, che alla fine è stata approvata.
Già nel corso della riunione Avatros, emittente olandese, ha annunciato che per la prima volta dal 1991 l’Olanda non sarà presente alla prossima edizione del festival, in programma a Vienna. Subito dopo hanno fatto lo stesso annuncio anche Irlanda, Spagna e Slovenia. Ma anche emittenti di altri Paesi stanno valutando se partecipare o meno, tra queste l’islandese Rvu.
“In considerazione delle atroci perdite di vite umane e della crisi umanitaria – ha fatto sapere in una nota Rte, emittente irlandese – una partecipazione di Israele sarebbe in futuro irragionevole”. E Natalija Goršcak, rappresentante di Rtv Slovenia, ha fatto sapere a sua volta: “Il nostro messaggio è: non parteciperemo, se c’è Israele. A causa dei 20.000 bambini che sono morti a Gaza”.
L’Eurovision Song Contest è giunto alla sua 70. edizione, che si terrà nella Stadthalle di Vienna il 12 e il 14 maggio (semifinali) e il 16 maggio (serata finale con proclamazione del vincitore). Com’è consuetudine, il prossimo anno toccherà all’Austria ospitare l’evento, perché era stato un austriaco – il cantante Johannes Pietsch, in arte JJ – a vincere la precedente edizione del festival, in Svizzera. L’organizzazione del festival, pertanto, sarà affidata all’Orf, emittente radiotelevisiva pubblica austriaca, che si è sempre dichiarata a favore della partecipazione di Israele.
Roland Weissmann, direttore generale dell’Orf, ha tenuto a precisare che all’European Song Contest partecipano emittenti televisive, non governi. “Nelle scorse settimane – ha dichiarato – mi sono personalmente impegnato per la partecipazione dell’emittente di diritto pubblico di Israele e saluto con piacere il fatto che Kan possa essere presente” all’edizione di maggio.
Dello stesso tenore l’opinione di Michael Ludwig, sindaco della città che ospiterà il festival: “Saluto con favore la notizia che Israele parteciperà all’Esc. Le artiste e gli artisti israeliani dovranno sempre potersi esibire da noi”. Ludwig poi si è dichiarato “scettico per il boicottaggio di artisti, se questo dipende dalla loro provenienza”. E ha concluso: “Vienna è messa di nuovo alla prova di saper essere un fantastico ospite per uomini di tutto il mondo, che qui si sentono bene e sicuri”.
Ludwig è un esponente dell’Spö (Partito socialdemocratico), ma anche i popolari (Övp) la pensano allo stesso modo, come ha fatto sapere Alexander Pröll, ministro segretario alla Cancelleria. Insomma, quella che un tempo era la “grosse Koalition” è a favore di Israele. Non si conosce per ora il pensiero degli altri partiti.
Naturalmente a favore di Israele la Comunità israelitica di Vienna, il cui presidente Oskar Deutsch ha dichiarato: “La molteplicità ha vinto! Ci rallegriamo per la meravigliosa festa della musica che si terrà a Vienna e ci congratuliamo con l’Orf, che sarà un ospite fantastico per questo grande evento che unisce i popoli”.
NELLA FOTO, JJ (Johannes Pietsch), vincitore dell’Eurovision Song Contest 2025 in Svizzera. È grazie a lui se la prossima edizione del festival si terrà in Austria.
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