Venerdì 6 Novembre 2026

Per Hemma Bach l’infanzia è finita prima del tempo. O forse no. Speriamo di no. Ha 8 anni e già frequenta l’università di Graz e quella di Klagenfurt. Due università contemporaneamente per una bambina a cui la Volksschule, la “scuola elementare” a cui sarebbe tenuta per la sua età, risulterebbe troppo stretta. A Graz segue i corsi universitari come “studentessa esterna”, a Klagenfurt segue corsi di inglese e di altre materie a sua scelta.

Ma non basta. Suona quattro strumenti (tra cui pianoforte e viola), compone musica, possiede una qualifica di musicista liturgica e ha scritto un libro. A scuola, nella maggior parte delle materie, è avanti di quattro o cinque classi rispetto ai suoi coetanei. Una bambina prodigio? Lei dice di no, afferma che tutti i talenti di cui dispone rientrerebbero, a suo dire, nella normalità. Già parlando così dimostra, inconsapevolmente, di essere un prodigio.

Inizialmente i genitori di Hemma, Valerie e Alexander Bach, non si erano nemmeno accorti che la figlia possedesse doti particolari. Anche quando, a soli tre anni, aveva iniziato a scrivere, non vi avevano dato alcun peso. «Abbiamo già tre figli più grandi e con loro avevamo imparato che i percorsi di sviluppo possono essere estremamente differenti», ha raccontato la mamma Valerie alla Kleine Zeitung. È stato solo il suo insegnante di composizione a far notare ai genitori che «non avevano la minima idea di cosa stesse accadendo con questa bambina».

Avere un genio in casa è una fortuna, ma anche una complicazione. Per quanto paradossale possa sembrare, uno dei primi problemi che i genitori di Hemma hanno dovuto affrontare è stato quello della scuola, che ovviamente non è pensata per bambine come lei. Per legge agli alunni è consentito di saltare un solo anno, per cui i genitori hanno dovuto provvedere per lei a un percorso di istruzione in casa. Tuttavia nemmeno questa soluzione si è rivelata soddisfacente: nell’istruzione domiciliare, infatti, non le è consentito di saltare alcuna classe, nemmeno sostenendo degli esami. È come se un giovane che frequenta una università fosse costretto a sedersi di nuovo sui banchi delle elementari.

Abbiamo esordito scrivendo che per Hemma l’infanzia è finita prima del tempo, ma non è proprio così. Ci sono momenti delle sue giornate in cui può essere semplicemente una bambina, giocando con le amiche. Sembra che per lei trovare interessi comuni con le sue coetanee non sia difficile, malgrado il cervello che si ritrova. Praticando danza e taekwondo (ma dove mai Hemma trova il tempo anche per danza e taekwondo, quando non frequenta le due università, non si esercita nella musica e non scrive libri?) ha conosciuto la maggior parte dei suoi amici. A unirli ci sono anche l’amore per la natura e per i cani.

Se, tuttavia, le si chiede che cosa preferirebbe fare, risponde che vorrebbe trascorrere tutti i giorni all’università. Il suo obiettivo, tuttavia, non è nel campo della scienza. Alla domanda che la Kleine Zeitung le ha posto su che cosa vorrebbe fare da grande, Hemma ha risposto senza esitazione: “Voglio fare ciò che sono: una compositrice e una musicista”. E quando parla delle sue prime composizioni pubblicate ora in un libro, osserva che le aveva scritte “quando ero ancora piccola”.

NELLE FOTO, Hemma Bach, 8 anni, sulle scale dell’Università di Graz e i suoi libri di composizioni musicali (in tedesco e in inglese). Volle scriverli perché, studiando la storia della musica, si era accorta che i compositori erano quasi tutti uomini e le era parso giusto compensare questa egemonia maschile con qualcosa di suo.

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