Giovedì 22 Febbraio 2024

20.05.25 Vienna, ristorante Il Sole, Aki Nuredini - CopiaQualcuno avrà sicuramente già sentito la parola “Schanigarten”. È utilizzata soprattutto a Vienna e nei Länder orientali dell’Austria per indicare uno spazio pubblico davanti a caffè e ristoranti, occupato da sedie e tavolini e delimitato di solito da siepi in vaso. Quella superficie non appartiene ai proprietari del locale, ma ne viene concesso loro l’utilizzo, per “espandere” all’esterno il servizio di ristorazione. Ai viennesi piace molto sorseggiare un caffè o una birra all’aria aperta, soprattutto nella bella stagione, quando all’esterno si respira aria fresca.

Un tempo gli incontri tra amici agli “Schanigarten” potevano durare fino a notte fonda, soprattutto nelle afose giornate estive. Ma quel piacere ora è impedito dalle norme di prevenzione del Coronavirus. Si possono frequentare caffè e ristoranti, rispettando la dovuta distanza e indossando la mascherina (finché non ci si siede a un tavolino), ma non oltre le 23. Perché proprio a quell’ora non è chiaro. Forse, chissà, dopo le 23 il virus diventa più aggressivo.

In ogni caso, le regole sono regole e chi non le rispetta incorre in sanzioni, che sono pesanti per gli avventori e pesantissime per i gestori dei locali (rischiano multe fino a 30.000 euro!). A far osservare la legge ci pensa la polizia. Vi sono pattuglie che dopo le 23 fanno ispezioni negli esercizi pubblici. Non necessariamente in tutti. Gli agenti intervengono solo se vedono luci accese o sentono vociare di avventori.

Ai loro occhi non può sfuggire, però, la presenza di clienti seduti ai tavolini degli “Schanigarten”, proprio perché si trovano all’aperto, sotto gli occhi di tutti. Sabato sera una pattuglia ne ha trovati due nello “Schanigarten” del ristorante italiano “Il Sole”, nel primo distretto, in una laterale della Kärntner Strasse, molto frequentato da musicisti della Staatsoper e di altri templi della musica lirica e classica viennese . Il verbale non riferisce che cosa stessero bevendo (si legge solo di due bicchieri sul tavolo), ma ne riporta i nomi, di cui non saremmo a conoscenza, se non fossero finiti sulle pagine della “Kronen Zeitung”. Si tratta di tale Van der Bellen Alexander e della di lui consorte Schmidauer Doris. entrambi incensurati.

Sì, non si tratta di un errore di trascrizione, sono proprio loro: il presidente della Repubblica Alexander Van der Bellen e la moglie. Interrogato dai poliziotti, il Capo dello Stato ha ammesso subito l’errore: “Ci eravamo fermati un po’ a parlare e il tempo ci è volato”. Il verbale segna anche l’ora: 18 minuti dopo la mezzanotte.

Successivamente Van der Bellen ha voluto scusarsi pubblicamente per l’accaduto. L’ha fatto con un twitt. “Per la prima volta dopo il lockdown sono uscito a mangiare con mia moglie e con due amici. Poi ci siamo fermati a parlare e il tempo ci è volato. Mi dispiace sinceramente. È stato un errore”. E ha aggiunto: “Qualora dovesse derivarne un danno al ristoratore, me ne farò carico io”.

Che dire? Oltre all’ovvia considerazione che Van der Bellen non ha reagito con frasi del tipo “lei non sa chi sono io” – ma ha risposto alle domande dei poliziotti come un qualsiasi cittadino – ci viene in aiuto Veronika Dolna, giornalista della “Kleine Zeitung”. In un commento che appare nell’edizione odierna del giornale, Dolna mette a confronto la visita del cancelliere Sebastian Kurz nella Kleinwalsertal, dove era stato accolto da un bagno di folla, con la presenza del presidente Van der Bellen e di sua moglie in uno “Schanigarten” oltre l’orario consentito.

Dal punto di vista virologico, osserva la giornalista, un bagno di folla in tempi di pandemia è di gran lungo più rischioso di un tête-à-tête tra marito e moglie. Anche l’atteggiamento dei due nei confronti dell’errore commesso è diverso: Van der Bellen si è immediatamente scusato, mentre Kurz ha scaricato la colpa sugli abitanti della Kleinwalsertal, che non avevano rispettato le distanze.

Dolna tuttavia muove un rilievo al suo presidente. “Viene preteso molto da tutti noi. Per questo dobbiamo almeno poter contare che politici di alto rango di questo Paese si attengano alle regole che sono state imposte a tutti noi”. La giornalista della “Kleine Zeitung” ha perfettamente ragione. In uno Stato di diritto tutti sono uguali davanti alla legge e devono rispettarne le norme, anche se risiedono alla Hofburg.

E del titolare del ristorante, che ne sarà? Come avrebbe potuto il poveruomo far alzare dalla sedia un presidente della Repubblica e dirgli di andarsene? Forse la “Kronen Zeitung” ci terrà aggiornati. A noi intanto piace constatare come il presidente della Repubblica austriaca abbia deciso di trascorrere la sua prima serata di libertà con la moglie e abbia scelto di farlo proprio in un ristorante italiano.

 

NELLA FOTO, lo “Schanigarten” del ristorante italiano “Il Sole”, con il suo titolare. Qui la polizia ha trovato seduti a un tavolino il presidente Van der Bellen e la moglie a mezzanotte passata.

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