Lunedì 17 Giugno 2024

20.04.23 Nehammer, Kogler, Kurz, AnschoberNulla sarà più come prima, in Austria, dopo l’uragano Coronavirus. Si tornerà a una normalità solo apparente, fintanto almeno che non avremo a disposizione un vaccino. Ma intanto l’Austria sta compiendo rapidi passi verso questa “nuova normalità”, grazie anche ai dati confortanti sui contagi, i decessi e le guarigioni, che il cancelliere Sebastian Kurz, forse con una dose eccessiva di ottimismo, ha definito “fantastici”. In effetti il numero dei contagiati è in calo (3.087, 324 in meno rispetto al giorno prima), lo stesso può dirsi per i ricoveri (700, – 56) e per i degenti in terapia intensiva (176, -20). Solo il numero dei decessi ovviamente non può diminuire, ma il tasso di crescita si è molto ridotto: 19 nell’ultimo giorno, che hanno portato il totale a 510.

La prossima fase della “nuova normalità” comincerà in maggio, come hanno annunciato Kurz e i suoi ministri in una conferenza stampa. Vediamo più in dettaglio quali saranno le novità e come cambierà la vita degli austriaci.

Incominciamo dalle scuole. Gli allievi degli ultimi anni che dovranno sostenere gli esami di maturità o gli esami di fine ciclo dopo gli 8 anni di scuole elementari e medie, riprenderanno le lezioni in classe il 4 maggio. Questa data era già stata comunicata in precedenza. La novità riguarda le altre classi che ritorneranno con gradualità nelle aule. I tempi precisi saranno indicati domani, in una conferenza stampa del ministro dell’Istruzione Heinz Faßmann. Sono interessati oltre un milione di ragazzi. Non ci sono novità per le scuole materne: erano chiuse e rimangono chiuse, ma viene garantita la presenza di maestre per accogliere e seguire i bambini di famiglie in cui i genitori per lavoro o altri impedimenti non possono rimanere e tenere a bada i figli.

Dal 15 maggio si potrà tornare ad andare a Messa alla domenica o quando si vuole. Naturalmente il provvedimento non riguarda soltanto i cattolici. Tutte le comunità religiose presenti in Austria – islamici, ortodossi, protestanti – potranno riprendere le loro usuali liturgie o incontri di preghiera. La ministra Susanne Raab, che ha competenza per gli affari di culto, fisserà le norme da seguire, perché siano rispettate il distanziamento tra le persone e le altre cautele igieniche.

Se dal 15 maggio si potrà tornare nei luoghi di culto, significa che il divieto di uscire di casa verrà meno, almeno in parte. Dal 1. maggio, infatti, la mobilità individuale sarà aumentata secondo nuovi criteri non ancora annunciati. Il cancelliere Kurz ha ribadito l’adagio da lui già usato altre volte: “Tanta libertà quanto è possibile, tante restrizioni quanto sono necessarie”.

Dal 1. maggio sarà estesa l’apertura a tutti i negozi, indipendentemente dalla loro superficie (finora erano accessibili soltanto quelli più piccoli, sotto i 400 metri quadrati, oltre che i supermercati, le farmacie, le drogherie e i tabaccai, rimasti sempre aperti). Si allargherà anche la cerchia dei servizi: accanto ai parrucchieri, quelli dei massaggi e della pedicure. Anche qui dovranno essere rispettate le norme sulla distanza e sull’uso della mascherina bocca-naso. Anche per il settore della gastronomia (ristoranti, caffè, pizzerie, bar ecc.) sono annunciate aperture, ma le modalità dovranno essere ancora indicate.

I controlli sanitari al confine saranno gradualmente rimossi in tutta Europa. L’Austria confida molto che prima dell’estate vengano tolti almeno dalla Germania, dato che oltre la metà dei turisti in Austria arrivano da lì. Ma molto dipende dalla situazione sanitaria nei vari Paesi: è necessario che al di qua e al di là del confine l’emergenza Coronavirus sia stata superata allo stesso modo.

 

NELLA FOTO, i rappresentanti del governo alla conferenza stampa in cui hanno annunciato la nuova fase di maggio: da destra, Rudolf Anschober (Salute), Sebastian Kurz (cancelliere), Werner Kogler (vicecancelliere), Karl Nehammer (Interni).

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