Stiria e Bassa Austria hanno festeggiato oggi il completamento del tunnel di 27,3 chilometri sotto il Semmering, che dal 2030 sarà percorso dai treni a una velocità di 230 chilometri all’ora. Un’opera straordinaria di ingegneria, che ha richiesto 10 anni e la soluzione di molti problemi di natura geologica, creati in particolare dalle falde d’acqua incontrate nella perforazione.
I lavori di scavo si erano iniziati nel 2014 su entrambi i versanti del Semmering: da Mürzzuschlag, in Stiria, e da Gloggnitz, in Bassa Austria. Sono state impiegate gigantesche macchine perforatrici, armate sul muso di trapani per bucare la roccia. Lo stesso impianto provvedeva poi a scaricare alle sue spalle i frammenti.
Ai non addetti ai lavori sembra quasi un miracolo che dopo 10 anni di lento avanzamento sotterraneo queste due perforatrici si siano incontrate proprio nel punto in cui era previsto che si incontrassero e non qualche metro più in là o più in su o più in giù. Oltre 27 chilometri di scavo, condotto con millimetrica precisione, che ha permesso alle due squadre di operai – quella partita da Mürzzuschlag e quella partita da Gloggnitz – di incontrarsi esattamente nello stesso punto.
L’ultimo frammento di roccia è caduto nel novembre scorso ed è stato per tutti un momento di grande emozione. Ma per evidenti ragioni di messa in sicurezza del tunnel i festeggiamenti sono stati rimandati a questa mattina. C’erano i vertici politici dei due Länder e, ovviamente, i massimi dirigenti delle Öbb, le ferrovie austriache.
I superlativi per definire l’impresa si sono sprecati. Si è parlato di “opera storica” di “pietra miliare del trasporto su rotaia”, di “rivoluzione nel trasporto ferroviario”. In realtà queste definizioni sono tutte giustificate, perché il tunnel di base del Semmering segnerà effettivamente una svolta epocale nel trasporto su rotaia tra Vienna e Udine e tra il Baltico e l’Adriatico.
Cerchiamo di spiegarne la portata anche per chi non ha mai frequentato questo tracciato ferroviario e non conosce la morfologia dell’Austria. Immaginiamoci di partire dall’Italia per recarci a Vienna. Giunti in Carinzia il treno incontra una prima barriera montuosa: quella della Koralpe. È costretto a un aggiramento a nord, che allunga notevolmente il viaggio.
Giungiamo così nella parte settentrionale della Stiria, dove incontriamo una seconda barriera: quella del Semmering. Qui il treno non fa alcun aggiramento, ma affronta direttamente la montagna, salendo fino a quasi 1000 metri di altitudine. È il tracciato progettato dall’ingegnere veneziano di origine albanese Carlo Ghega, inaugurato nel 1854. A quel tempo era un gioiello di ferrovia di montagna, con un susseguirsi di tunnel e gallerie anche a doppia arcata.
Oggi quel tracciato è inserito nel patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Ha un grande valore ingegneristico e storico, ma non è più adeguato ai nostri tempi. Le gallerie hanno una luce troppo angusta per consentire il passaggio di carri con container e il raggio delle curve a volte è così corto che i treni devono procedere a 40 chilometri all’ora. Il tunnel di base eliminerà questi ostacoli e ridurrà il tempo del viaggio tra Graz a Vienna di 50 minuti, senza porre limiti alle dimensioni dei container. Ecco perché i superlativi usati nella cerimonia di oggi non sono affatto esagerati.
Il Semmering ora è perforato da un versante all’altro, ma molto resta ancora da fare. È ben vero che già mentre la perforatrice avanzava per bucare la montagna alle sue spalle altre squadre provvedevano al montaggio dei pannelli in cemento per rivestire le pareti del tunnel. Ma ora devono essere posti i binari, i cavi elettrici, gli impianti di illuminazione, di aerazione, di allarme. Ci vorranno ancora cinque anni di lavoro, dunque, fino al 2030. Il costo totale dell’opera sarà di 4,2 miliardi.
E la barriera della Koralpe? In quella i lavori sono a uno stadio più avanzato. Il tunnel di 33 chilometri è stato aperto da tempo ed è già stato attraversato per prova da un treno passeggeri (ne avevamo riferito in questo blog il 14 giugno 2023). Il traffico ferroviario regolare è previsto alla fine di quest’anno, verosimilmente con l’entrata in vigore dell’orario invernale. Da quella data Graz sarà più vicina a noi (il viaggio da Klagenfurt durerà soltanto 45 minuti). E dal 2030 sarà più vicina a noi – molto più vicina – anche Vienna.
NELLE FOTO, la ministra dei trasporti Leonore Gewessler (in piedi al centro con i fiori in mano) e ai suoi piedi alcuni degli operai che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera; il momento della caduta dell’ultimo frammento di roccia, abbattuto dalla scavatrice nel novembre dello scorso anno; uno dei viadotti a doppia arcata dello storico tracciato ferroviario progettato da Carlo Ghega a metà ‘800 e tuttora in esercizio.
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