Lunedì 15 Giugno 2026

In Carinzia c’è allarme per la peste dei conigli. Il nome scientifico è “tularemia”, una patologia che colpisce conigli e lepri, ma anche topi, ratti, scoiattoli e altri roditori. È molto contagiosa e trasmissibile all’uomo. Un caso è stato registrato recentemente nel Land austriaco confinante con la nostra regione e per questo le autorità sanitarie sono in stato di allarme. L’infezione batterica è stata diagnosticata dall’Institut für Lebensmittelsicherheit, Veterinärmedizin und Umwelt (Istituto per la sicurezza alimentare, la medicina veterinaria e l’ambiente). Non sono state fornite informazioni sul luogo dove è stato trovato l’animale infetto, salvo che dovrebbe trattarsi di un’azienda agricola nei dintorni di Klagenfurt.
La peste dei conigli ha di solito esito letale per l’animale. Il problema è che anche gli uomini possono esserne facilmente contagiati. Il pericolo maggiore è dato da contatti diretti con la pelliccia, il sangue o gli escrementi. Il batterio della tularemia è molto insidioso e può penetrare anche attraverso la pelle integra e non solo attraverso ferite o mucose. Alle volte può bastare soltanto aver respirato aria contenente agenti patogeni in prossimità della bestia morta o infetta. La tularemia comporta un tempo di incubazione di 14 giorni, trascorsi i quali si manifestano gonfiori ai linfonodi, febbre, dolori alla testa e alle articolazioni. Sono possibili anche vomito, dolori di stomaco e polmonite grave.
Per queste ragioni le autorità sanitarie hanno preso il caso molto sul serio e hanno raccomandato alla popolazione di non avvicinarsi conigli e roditori morti e di evitare comunque qualsiasi contatto con animali che manifestino sintomi di malessere. In genere le bestie che hanno contratto tularemia appaiono scoordinate nei movimenti e hanno un comportamento non naturale se cercano di fuggire dall’uomo.
Anche andando a passeggio con i cani, questi vanno tenuti al guinzaglio, perché, qualora trovassero roditori morti, potrebbero diventare essi stessi vettori del contagio. Le raccomandazioni sono rivolte soprattutto a chi risiede nella zona di Klagenfurt, dove è stato segnalato il primo e per ora unico caso di peste. A chi dovesse incontrare lepri o roditori morti o ancora in vita con i sospetti sintomi indicati in precedenza, le autorità sanitarie raccomandano di avvertire immediatamente i vigili del fuoco.
In Italia le più importanti epidemie da tularemia si sono verificate in Toscana e in Liguria, negli anni ’80. In Toscana hanno colpito circa 400 persone in provincia di Arezzo, in Liguria sono stati registrati 90 casi in val di Vara. In Toscana il fenomeno si è ripresentato nel 2008 e ha riguardato più di 2000 persone che avevano ingerito acqua contaminata da una sorgente di montagna; per 40 di esse si era resi necessario il ricovero ospedaliero.

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