Lunedì 22 Aprile 2024

Un giorno qualcuno ci darà una spiegazione scientifica di ciò che è sotto gli occhi di tutti: il gioco d’azzardo di ogni tipo, dalla roulette alla lotteria di Capodanno, cresce maggiormente in tempi di crisi. Le famiglie non arrivano alla fine del mese, si dice, ma trovano i soldi per accanirsi sul gratta e vinci.

Non deve stupire, quindi, se Casinos Austria ha chiuso il bilancio 2022 con una crescita strepitosa del fatturato e degli utili e che continui perciò ad essere uno dei maggiori contribuenti dell’erario austriaco, nonostante gli anni di crisi dovuti al Covid-19 e poi alla guerra in Ucraina. Casinos Austria, come si evince dal nome, è una società che gestisce case da gioco (ne ha 12 in Austria e altre sparse per il mondo) e altre diavolerie per spillare soldi ai ludopatici.

Fino a qualche tempo fa era interamente dello Stato, che ora partecipa al capitale soltanto per il 33% (azionista di maggioranza è una società di Lucerna, che fa capo a un investitore ceco), ma soprattutto aveva il monopolio dei casinò. Ora deve confrontarsi con la concorrenza, soprattutto con il colosso Novomatic.

Di recente il suo ceo Erwin van Lambaart ha presentato i risultati di bilancio dell’anno scorso, che presentano un aumento di fatturato del 18%: se nel 2021 la ditta aveva incassato complessivamente 1,15 miliardi, lo scorso anno ne ha incassati 1,42. L’utile del gruppo, che comprende anche partecipazioni ad altre società nel mondo, è salito da 130 a 154 milioni. Su questi risultati Casinos Austria ha versato al fisco 690 milioni.

La holding del gioco d’azzardo conta 3.000 dipendenti circa, di cui 2.100 in Austria.

NELLA FOTO, l’ingresso del casinò di Velden, il più vicino all’Italia e il più frequentato da italiani.

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