Martedì 23 Luglio 2024

Venerdì prossimo prenderà il via l’Estate culturale Via Iulia Augusta, il festival musicale che prende il nome dall’antica via romana per sottolineare l’importanza del confronto e dello scambio di esperienze musicali tra nord e sud, come fin da tempi remoti lo furono le merci che attraversavano le Alpi nei due sensi. Il 30 maggio avevamo presentato il programma della manifestazione, che si sviluppa tra luglio e agosto, spiegandone il significato e gli obiettivi. Ora ci soffermiamo a presentare i singoli appuntamenti, cominciando dai primi tre (in tutto sono 12).

Quello di venerdì si terrà alle 19, nella Kultursaal di Dellach. Si intitola “Caprice Viennois – Racconti allegri dall’esilio” e vedrà l’esibizione di Benjamin Harasko, baritono, Cornelia Löscher, violino, e Andrea Linsbauer, pianoforte.

Sarà un viaggio attraverso la musica popolare di compositori di origine ebraica costretti a emigrare negli Stati Uniti d’America: il virtuoso violinista e compositore Fritz Kreisler lasciò l’Austria per sempre nel 1941 ed elaborò nella sua musica l’intimo rapporto con la sua città natale, Vienna. I contributi dei compositori viennesi Walter Jurmann ed Erich W. Korngold allo sviluppo della musica da film nell’industria dell’intrattenimento statunitense sono ineguagliabili. Ralph Benarzky è noto soprattutto per le sue melodie per teatro di rivista e operette. Una parte del programma è dedicata ai due umoristi viennesi Hermann Leopoldi e Georg Kreisler, che hanno riflesso l’anima viennese nelle loro chansons satiriche e sarcastiche.

Il concerto sarà preceduto da un discorso inaugurale del festival, tenuto da Wolfgang Waldner, primo direttore del MuseumsQuartier di Vienna e prima direttore dell’Istituto austriaco di cultura a New York.

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Il secondo appuntamento è per il 16 luglio, alle 17, nella segheria Thurner di Kötschach, con l’opera per bambini “Suoni giocosi – Spieltöne”. Si tratta di una coproduzione del festival Carinthischer Sommer con il Toihaus Theater Salisburgo. Giocando insieme alla ballerina e alla musicista, i bambini sperimentano con tutti i sensi come la loro creatività prende forma. Farina, olio, acqua e coloranti alimentari si mescolano, accompagnati dal flauto, e l’acqua colorata fa diventare tutto verde, rosso o blu. Il pezzo di plastilina può essere formato e trasformato a volontà, diventando un essere vivente, un cappello o addirittura una nave che parte per un viaggio. Paesaggi e forme diverse, rumori e suoni sono creati senza parole. L’incontro del pubblico con le artiste, la materia, la musica e la danza getta un ponte dalla stanza dei bambini al teatro musicale che affascina tutte le fasce d’età.

Lo spettacolo ha preso il posto dell’opera “Gold”, inizialmente annunciata, che invece è stata rinviata al prossimo anno, perché il musicista ha subito un grave incidente e non sarebbe stato più in grado di esibirsi.

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Venerdì 19 luglio, alle 19, nell’albergo Erlenhof di Mauthen, si terrà una “riflessione storico-letteraria” sulla migrazione carinziana in America, dal titolo “Emigrati”, con musica e dibattito con il pubblico. Parlerà lo storico Werner Koroschitz, che nel 2006 aveva curato a Villaco una mostra su questo tema. Seguirà una riflessione letteraria di Daniela Kocmut. Il dibattito con il pubblico sarà moderato da Gabriele Russwurm-Biro. Alle parole si alternerà la musica, con Jon Sass alla tuba e Wolfgang Puschnig al sassofono contralto e al clarinetto. L’evento è organizzato in cooperazione con l’Associazione degli scrittori della Carinzia, il Verein Erinnern di Villaco e l’Associazione culturale viennese Welt & Co.

In questo programma interdisciplinare, un ricercatore di storia, una scrittrice e due musicisti di fama mondiale riflettono sui movimenti migratori verso l’America e il Canada nel 19. e 20. secolo, soprattutto dalla valle del Gail. Nella mostra citata di Koroschitz, intitolata “Lo zio d’America”, erano raccolti numerosi materiali con cui venivano ripercorse le esperienze personali e i destini individuali degli emigranti carinziani in America, collocandoli nei rispettivi contesti economici e politici. La discussione su queste ondate migratorie fornirà spunti per una “visione diversa” delle motivazioni dei migranti e dei richiedenti asilo di oggi.

Jon Sass, il “nativo newyorkese” di Harlem, si è trasferito a Vienna più di 40 anni fa e oggi è uno dei migliori suonatori di tuba e jazz del mondo. Il sassofonista e clarinettista carinziano Wolfgang Puschnig è un musicista capace di attraversare i confini stilistici, riconosciuto a livello internazionale e probabilmente il più importante musicista jazz austriaco dopo Joe Zawinul.

NELLE FOTO, dall’alto, Wolfgang Waldner e i tre musicisti del primo concerto (Claudia Löscher, Bernhard Harasko, Andrea Linsbauer); una scena dell’opera “Gold”; lo storico Werner Koroschitz e il jazzista Jon Sass.

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