Mercoledì 22 Maggio 2024

21.12.17 Manifestazione no-vax a ViennaLa scesa in campo dei no-vax, al sabato, è diventata ormai un appuntamento fisso in Austria. Occupano le strade e le piazze per protestare contro il lockdown, contro il green pass e ora anche contro l’obbligo vaccinale, che dovrebbe entrare in vigore il 1. febbraio. Le manifestazioni più affollate, ovviamente, si tengono a Vienna e finiscono per confluire tutte sul Ring e sulla Heldenplatz. Ma anche nelle altre città dell’Austria non mancano, ogni sabato, assembramenti meno numerosi, ma tutti piuttosto vivaci.

Finora tutte queste manifestazioni avevano dato filo da torcere soltanto alla polizia, perché l’intera Austria era in lockdown, con i negozi chiusi. Ma domani sarà diverso. Domani sarà l’ultimo sabato di Avvento, con i negozi di nuovo aperti, dopo tre settimane di chiusura. L’Avvento è il periodo dell’anno più importante per il commercio, perché è quello in cui le famiglie fanno gli acquisti importanti, comprano i regali di Natale e soprattutto, grazie alla tredicesima, hanno in tasca più soldi da spendere.

Ma è compatibile lo shopping prenatalizio con i cortei di gente urlante che invadono strade e marciapiedi e con la polizia costretta a transennare le vie del centro e a dirottare altrove il traffico? La risposta ovviamente è negativa e i commercianti ne sono consapevoli. L’ultima occasione per fare buoni incassi, dopo settimane di blocco totale, rischia di andare in fumo.

Per questo le associazioni di categoria e la Camera dell’economia hanno chiesto che almeno domani le proteste dei no-vax fossero vietate. Ma il diritto a manifestare è “sakrosankt”, garantito dalla Costituzione. Al punto che anche in periodo di lockdown, quando tutte le manifestazioni pubbliche musicali, culturali, sportive, di intrattenimento, all’aperto o al chiuso, erano state sospese, non erano state sospese quelle di protesta.

Di conseguenza anche domani i no-vax torneranno a far sentire la loro voce. Ma la Direzione di Polizia ha trovato tuttavia uno stratagemma per rendere compatibile la protesta con le esigenze del commercio. I no-vax potranno manifestare, ma dopo le 18. È prevedibile che una soluzione del genere non sarà gradita alla rumorosa minoranza dei non vaccinati, abituata a spadroneggiare nelle città dal mattino al primo pomeriggio. Ma domani dovranno farsene una ragione: prendere o lasciare.

Già causano enormi danni all’economia del Paese e del sistema sanitario. Basti pensare ai costi delle terapie intensive, ormai intasati in massima parte da non vaccinati, a quelli per i tamponi, per i quali lo Stato ha speso ben più (1,6 miliardi dall’inizio della pandemia) di quanto ha speso per i vaccini (1,2 miliardi). Perché dovrebbero mettere in ginocchio anche il mondo del commercio, che proprio nell’ultimo weekend di Avvento troverò l’ossigeno per sopravvivere? Domani vedremo come sarà preso dagli interessati il provvedimento che limita l’orario della manifestazione alla fascia del tardo pomeriggio, quando i negozi staranno per chiudere.

Quel che vale per i no-vax vale anche per i sì-vax, che domenica accenderanno sul Ring oltre 12.000 candele o torce, in omaggio agli oltre 12.000 connazionali morti per Covid. Nessun corteo, nessun assembramento, nessun comizio; soltanto un minuto di silenzio dedicato ai tanti che non ci sono più. Era in programma alle 17, mentre ieri è stato prorogato alle 19, per le stesse ragioni per cui ai no-vax è stato chiesto di rinviare le loro manifestazioni alle 18. Nessuna recriminazione da parte degli organizzatori. Lo slittamento dell’orario è stato comunicato via twitter dall’animatore dell’evento, Daniel Landau, con le consuete raccomandazioni di indossare la mascherina e di rispettare le distanze.

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