Mercoledì 22 Maggio 2024

20.04.12 Organo duomo Vienna StephansdomAnche il duomo di Santo Stefano, a Vienna, rimarrà vuoto oggi, in questa Pasqua contagiata dal virus Covid-19. Un duomo vuoto, ma non silente. Nelle sue navate gotiche si potrà udire, per la prima volta dopo trent’anni, la voce del suo organo, finalmente rimesso a posto. O almeno si spera. Non vi sarà alcuna cerimonia di inaugurazione, perché le ragioni di salute pubblica non lo permettono. Il cardinale Christoph Schönborn, vescovo di Vienna, ha rimandato la benedizione del poderoso strumento a tempi migliori.

L’organo dello Stephansdom è il più grande dell’Austria. Viene chiamato “Riesenorgel”, ovvero “organo gigante”. Il nome però non è dovuto alle sue dimensioni, che pure sono enormi, ma alla sua collocazione sopra la porta d’ingresso principale dell’edificio, che storicamente è chiamata “Riesentor”. Stava lì ormai da tre secoli, pur subendo nel corso degli anni notevoli interventi e rifacimenti.

Il primo strumento vi fu costruito nel 1720 dall’organaro viennese Ferdinand Josef Römer. Era un organo con 32 registri, due tastiere e una pedaliera, portato mezzo secolo dopo a 41 registri. Quasi un secolo dopo l’organaro Friedrich Walker ne fece uno strumento a 90 registri, utilizzando lo stesso alloggiamento originale di Römer.

In questa nuova versione il “Riesenorgel” accompagnò con le sue note tutte liturgie del duomo di Santo Stefano, attraversando due guerre mondiali. Finché nell’aprile del 1945, in uno degli ultimi giorni di guerra, bombe alleate caddero sul duomo, bruciandolo in gran parte. Nel rogo anche l’organo fece una brutta fine.

La ricostruzione avvenne nel 1960. L’incarico fu affidato all’organaro Johann Marcellinus Kauffmann, che ne fece uno strumento più grande di quello precedente: 125 registri, due tastiere, una pedaliera e circa 10.000 canne. Era già allora il più grande organo dell’Austria. Ma grande non significa automaticamente migliore. Kauffmann, per fabbricarlo, si era dovuto arrangiare con i materiali di ripiego che si potevano trovare negli anni del dopoguerra e il risultato era stato a dir poco deludente. Al punto che nel 1991 si decise di non farne più uso, ripiegando sugli altri due organi di cui il duomo dispone, più piccoli, ma di una sonorità nettamente migliore.

Nel frattempo sorse anche un comitato per il recupero dell’organo Kauffmann. Furono raccolti 3 milioni di euro e i lavori furono affidati alla ditta Rieger. L’organo esistente fu interamente smontato e tutte le sue 10.000 canne trasportate nel laboratorio della ditta, che si trova nel Vorarlberg, all’estremità opposta dell’Austria. L’intervento è durato tre anni. Sono state sostituite molte canne e molti elementi dello strumento esistente e ne è stata ulteriormente ampliata la dimensione, portando i registri a 185 e le canne addirittura a 15.000. Una vera e propria “foresta”, che a questo punto giustifica il nome di “organo gigante”.

Ma sarà anche un buon organo? Un primo assaggio lo avremo oggi, giorno di Pasqua e giorno in cui sarebbe dovuta aver luogo l’inaugurazione, se il mondo non fosse stato messo in quarantena dal Coronavirus. L’organista ufficiale del duomo Konstantin Reymeier eseguirà variazioni sulla nota sequenza pasquale “Victimae paschali laudes”. L’agenzia Kathpress riferisce che l’esecuzione sarà ripetuta tre volte nel corso della giornata, per dar modo di ascoltarla a tutti coloro che ne hanno interesse. Ovviamente non nel duomo, che rimarrà chiuso, ma sul sito web Radio Klassik (https://radioklassik.at ). Reymeier farà sentire al mondo la voce del “Riesenorgel” alle 9.05, alle 12.10 e alle 23.15; ci sarà una replica domani, alle 9.05 e alle 12.10.

La speranza di tutti è che questa volta l’organo del duomo di Vienna riesca a stupirci con la sua voce e che anche lassù qualcuno, sentendo le sue “laudes”, possa commuoversi e intervenire per liberarci dal morbo che ci opprime. Nel giorno di Pasqua è questo l’augurio che ci sentiamo di esprimere per credenti e non credenti.

 

 

NELLA FOTO, il “Risenorgel” del Duomo di Santo Stefano, come appare dopo il radicale rinnovo della ditta Rieger.

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