Martedì 14 Aprile 2026

Roland Weissmann, direttore generale dell’Orf, l’emittente radiotelevisiva pubblica austriaca, si è dimesso dell’incarico con effetto immediato, dopo le accuse di molestie sessuali che gli sono state rivolte da una dipendente dell’azienda. Che le sue dimissioni siano state rassegnate proprio nel giorno della Festa della donna e che le ragioni siano le molestie (ancora da dimostrare, sia ben chiaro) a una donna in un ruolo subalterno hanno un sapore amaramente ironico.

Weissmann ha un passato di giornalista nell’Orf della Bassa Austria, Land dove l’Övp (il Partito popolare) è egemone da sempre. E fu proprio l’Övp nel 2022 a volerlo alla guida dell’emittente di Stato, succedendo a Alexander Wrabetz, che era stato invece uomo dell’Spö (il Partito socialdemocratico). L’incarico di Weissmann era in scadenza, ma si dava per scontato che gli sarebbe stato rinnovato. La denuncia per molestie, invece, rimette tutto in discussione.

Il caso risalirebbe al 2022, quando Weissmann aveva da poco assunto la direzione dell’Orf, ma è venuto alla luce la settimana scorsa, quando il quotidiano Der Standard ha pubblicato la testimonianza della vittima. Appresa la notizia, il consiglio della fondazione dell’Orf, massimo organo di controllo e di direzione dell’azienda, ha preteso le dimissioni immediate di Weissmann, che sono state comunicate questa mattina dal presidente Heinz Lederer.

Non si è trattato, pertanto, di una decisione autonoma del direttore, ma di una rinuncia imposta dal consiglio della fondazione. Che il legale di Weissmann, l’avv. Oliver Scherbaum, ha commentato come un gesto per evitare danni d’immagine all’Orf, per accuse che il suo assistito, d’altro canto, respinge fermamente e per le quali non esisterebbe alcuna prova.

Per evitare che l’Orf rimanga acefala, proprio alla vigilia dell’evento più importante di cui è organizzatrice, l’Eurovision Song Contest, è stata designata alla successione Ingrid Thurnher, giornalista televisiva di lungo corso, volto noto al pubblico austriaco per aver condotto per anni Zib2, il telegiornale delle 22, e attualmente alla direzione del servizio radiofonico. La nomina sarà ufficializzata nella seduta del consiglio di giovedì, ma Wikipedia con fulminea rapidità la indica già oggi direttrice generale ad interim dell’emittente radiotelevisiva.

Per quanto riguarda la successione di Weissmann, resta valido il cronoprogramma già noto: le candidature dovranno essere presentate a partire dal 1. maggio, l’11 agosto avverrà la scelta del nuovo direttore, che entrerà in servizio dal 1. gennaio dell’anno prossimo. Finora, come dicevamo, si dava per scontata la conferma di Weissmann, mentre invece la sua improvvisa uscita di scena – indipendentemente da come si concluderanno le indagini sul caso denunciato – riapre i giochi per la successione.

L’Orf (Österreichischer Rundfunk) è una società di diritto pubblico, retta da una fondazione che dovrebbe garantirne l’indipendenza dai partiti politici. Nella realtà, il consiglio della fondazione è composto da 35 membri che sono in buona parte di provenienza politica: 9 sono nominati dal governo, 9 da ciascuno dei Länder, uno da ciascuno dei gruppi parlamentari, 6 dal Consiglio del pubblico (organo parallelo che tutela gli interessi dei radio e teleascoltatori), 5 dal sindacato dei lavoratori dell’azienda.

È il consiglio della fondazione a designare il direttore generale e la nomina è inevitabilmente politica. Weissmann era stato eletto, a suo tempo, con i voti dei consiglieri dell’Övp e dei Verdi, di quattro membri considerati “vicini” all’Övp e da Norbert Steger, esponente dell’Fpö.

NELLA FOTO di Imago, Roland Weissmann, con alle spalle il manifesto dell’imminente Eurovision Song Contest.

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