Martedì 23 Aprile 2024

Ormai ci imbattiamo ogni giorno in classifiche, che mettono in fila gli Stati in base alla ricchezza dei loro abitanti, alla qualità dell’acqua e dell’aria, alla libertà dei loro organi di informazione, al tasso di corruzione percepita. Ognuno di noi ha sicuramente in mente altre classifiche che tengono conto di altri parametri. C’è anche una classifica che valuta la felicità delle popolazioni del mondo. Sì, proprio la felicità.

Non sappiamo come si possa valutare la felicità e, a dire il vero, non sappiamo neppure come si debba definirla. Ma da quando dieci anni fa l’assemblea delle Nazioni Unite ha istituito la “Giornata internazionale della felicità” sempre più persone si sono convinte che l’obiettivo primario dei loro governi non sia rendere il loro Paese più forte, più ricco, più sano, più colto. Certo, tutti questi parametri contano, ma conta di più essere un Paese abitato da uomini e donne felici.

L’Assemblea generale dell’Onu non si è peritata di stabilire una classifica dei Paesi, in base alla loro felicità. Ci ha pensato a farlo un gruppo di esperti, indipendenti e volontari (significa che hanno lavorato gratis), che non fanno capo ad alcuna istituzione. Di chi sia stata l’idea e come si siano messi a lavorare insieme non lo sappiamo, ma chi fosse interessato ad approfondire la questione potrà trovare le risposte che cerca nel “World Happines Report” pubblicato quest’anno.

In questo blog ci interessa conoscere la collocazione dell’Austria nella classifica. Su 137 Stati presi in considerazione e passati ai raggi X, l’Austria è all’11. posto. Inevitabile il confronto con l’Italia, che è 33.ma.

Gli esperti hanno compilato la classifica avendo per base un’indagine dell’Istituto Gallup, a livello mondiale, che ha tenuto conto di sei fattori negli ultimi tre anni: il sostegno sociale alle persone in difficoltà, il reddito pro capite, la salute e la speranza di vita, la libertà, la generosità (sì, proprio la generosità, ossia la disponibilità ad aiutare il prossimo, visto come un fattore essenziale di coesione sociale), l’assenza di corruzione.

Ammesso che questi siano i fattori giusti da prendere in considerazione, il Paese più felice del mondo risulta essere la Finlandia. La “top ten” è poi composta, nell’ordine, da Danimarca, Islanda, Israele, Olanda, Svezia, Norvegia, Svizzera, Lussemburgo e Nuova Zelanda. Segue, undicesima, l’Austria.

Noi italiani, come abbiamo detto, siano alla casella 33, preceduti dalla Spagna e seguiti dal Kosovo. In fondo alla classifica troviamo lo Zimbawe, la Sierra Leone, il Libano e l’Afghanistan. Tutti i Paesi europei e alcuni altri di quelli che, per comodità di ragionamento, chiamiamo “il mondo occidentale”, si trovano nella parte alta della classifica. La sorte ha tirato i dadi e ha stabilito che i cittadini di questi Paesi sarebbero stati i più felici del mondo. Altri, nel sud del mondo, non hanno avuto la stessa fortuna. I fenomeni migratori a cui assistiamo in questi anni potrebbero avere una spiegazione molto semplice e comprensibile: la ricerca della felicità.

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