Venerdì 19 Luglio 2024

Maximilian Schell (nella prima foto), icona del cinema austriaco, premiato con l’Oscar come miglior attore protagonista nel film “Vincitori e vinti”, è ora accusato dalla nipote di averla stuprata, quando aveva 14 anni ed era ancora vergine. L’attore non può difendersi, essendo morto nel febbraio del 2014. L’accusa è contenuta in un libro autobiografico dal titolo “Scene da un non matrimonio” uscito ieri, di cui è autrice la stessa nipote, Marie Theres Relin (nella seconda foto), figlia della sorella di Maximilian, Maria Schell, e lei pure attrice in produzioni televisive di successo in Germania (la serie di Rosamunde Pilcher è trasmessa anche in Italia).

Quando nei giorni scorsi alcune anticipazioni del libro erano apparse sulla stampa austriaca e tedesca, la figlia dell’attore Nastassja è intervenuta non per difendere la memoria del padre, ma per denunciare che anche lei era stata vittima di abusi sessuali da parte sua.

Nel libro uscito ieri solo tre pagine e mezza sono dedicate alla violenza subita da Marie Theres, ma sono quelle che inevitabilmente hanno fatto più scalpore. “Quando avevo 14 anni sono stata abusata sessualmente da mio zio, sedotta e sverginata. Senza violenza, ma contro la mia volontà”. L’accusa contro lo zio, di cui nel libro non viene citato il nome, è netta. Ma c’è anche un’accusa sfumata di complicità alla madre, che “nella sua balorda venerazione per gli uomini aveva in qualche modo favorito le tendenze pedofile” del fratello. Già quando lei era una ragazzina, Maria Schell aveva spinto il fratello a entrare nel bagno, mentre la figlia era nella vasca. Maximillian si sedeva sul bordo, raccontava storielle “e lasciava che la mano scivolasse nell’acqua”.

A Marie Theres piaceva lo zio e spesso andava a dormire a casa sua. “Una volta – racconta nel libro – la porta si aprì e un raggio di luce passò attraverso lo spiraglio. Mio zio era là in accappatoio, venne a sedersi sul bordo del letto e incominciò ad accarezzarmi”. La nipote racconta di essere rimasta come paralizzata, consapevole di trovarsi sola in casa con lo zio. “Lui interpretò il mio stato d’ansia come eccitazione. Quel pesante vecchio individuo si distese sul mio giovanissimo corpo. Non sapevo cosa mi sarebbe accaduto”. Quella fu la prima volta che il celebre attore – stando a quanto riferisce la nipote – avrebbe abusato sessualmente della ragazza. “Io non mi difesi, ero come morta”.

In seguito non aveva parlato con nessuno di quanto le era accaduto. Non alla madre, che certamente non le avrebbe creduto e avrebbe preteso prove della violenza subita, se non addirittura l’avrebbe “incolpata d’essere una Lolita”. Soltanto dopo la morte dello zio aveva confidato a poche persone la sua esperienza. “In realtà avevo sempre negato a me stessa l’accaduto, per trovare un po’ di pace”.

Alle accuse della nipote si sono aggiunte, poco prima dell’uscita del libro, quelle della figlia del primo matrimonio, Nastassja (nella terza foto), che ora ha 34 anni. La donna ha rivelato al quotidiano “Bild” di aver subito anche lei le molestie del padre, quando a 3 anni dormiva nel letto di papà, dopo che i genitori si erano separati.

A 9 anni il padre le aveva spiegato che “era normale che i genitori sverginassero le loro figlie”. Dal suo racconto a “Bild” non sembra però che ciò sia accaduto. Maximilian si sarebbe limitato a palpeggiamenti nelle parti intime. Quando a 18 anni aveva finalmente trovato il coraggio per parlarne in famiglia, aveva scoperto con sconcerto che tutti ne erano a conoscenza e l’avevano obbligata a tenere la bocca chiusa. Per questo le rivelazioni del libro della cugina non l’avevano affatto sorpresa. “Io ne so qualcosa e credo a quello che le è capitato. Non ho il minimo dubbio”.

Chi invece ha dei dubbi è la vedova di Maximillian, Iva Mihanovic, una soprano tedesca. Al quotidiano “Kronen Zeitung” ha dichiarato di non aver mai saputo nulla dei comportamenti di cui ora è accusato il defunto marito e di non poter dire nulla su episodi che sarebbero avvenuti 43 anni fa. Ha espresso però perplessità per le accuse mosse dopo così tanti anni e nei confronti di un uomo morto da 10, che non può più difendersi.

Statistik Austria ha rilevato che in Austria una donna su tre, dopo i 15 anni, ha subito molestie o violenze sessuali. E l’associazione Österreichische Frauenhäuser riferisce che ogni mese vengono assassinate tre donne. Nella maggior parte dei casi, responsabili degli abusi o dei femminicidi sono membri della famiglia.

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