Sabato 20 Aprile 2024

Due austriaci feriti, tra le vittime dell’incidente del bus-navetta precipitato dal viadotto di Mestre. Per la precisione, due bambini rispettivamente di 13 e 3 anni. Anzi no! Non sono due bambini e non sono nemmeno austriaci.

La stampa austriaca ha dato conto con sconcerto di questa giravolta di informazioni, dovuta probabilmente al fatto che per noi italiani – anzi, per alcuni italiani, non per tutti gli italiani – tedeschi e austriaci sono la stessa cosa. Del resto, non parlano la stessa lingua?

È potuto accadere, così, che questa mattina il prefetto di Venezia Michele Di Bari, intervistato da Rai 1, affermasse che tra i feriti c’erano anche due bambini giunti dall’Austria, un maschietto di 13 anni e una femminuccia di 3. Erano ricoverati all’ospedale di Treviso.

La notizia era stata immediatamente ripresa dall’Apa, l’agenzia di stampa austriaca, che le aveva dato maggiore rilievo, dato il coinvolgimento di due connazionali. Fin prima l’incidente di Mestre era una terribile tragedia, ma che riguardava altri. Ora, invece, anche gli austriaci erano direttamente colpiti.

Invece si trattava di un falso allarme. Il Consolato d’Austria a Venezia (un consolato onorario, non presidiato quindi da personale diplomatico di professione) era stato tempestato di telefonate. Immaginiamo che anche l’Ambasciata da Roma fosse intervenuta, sollecitando informazioni da trasmettere poi a Vienna. Chi erano i due ragazzini infortunati, dove erano ricoverati, quali erano le loro condizioni, c’erano familiari da avvertire?

Ricerche spasmodiche, come sempre accade in questi casi, per poi scoprire che i ragazzini austriaci erano invece tedeschi. Erano stati scambiati per austriaci, perché parlavano il tedesco (qualcuno, per la verità, ritiene addirittura che in Austria si parli l’austriaco, ma questo è un altro discorso).

Ne pomeriggio, interpellata dalla “Kleine Zeitung”, Antonia Praun, funzionaria del Ministero degli Esteri, ha potuto così dichiarare: “Non abbiamo alcuna informazione che nell’incidente siano coinvolti cittadini austriaci. C’è stato evidentemente un equivoco”.

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