Martedì 23 Aprile 2024

In controtendenza rispetto al resto d’Europa, l’inflazione in Austria ha ripreso a crescere, salendo in dicembre al 5,6%, come ha comunicato ieri Statistik Austria (l’Istat austriaco). In ottobre era stata calcolata al 5,4%, in novembre addirittura al 5,3%.

Una spiegazione c’è, almeno dal punto di vista statistico. Nel dicembre 2022 i prezzi dell’energia elettrica erano inferiori, grazie all’intervento pubblico per frenarli. Ciò aveva avuto ripercussioni sull’inflazione, che ora però non si avvertono più. Inoltre la riduzione del prezzo dei carburanti ha avuto effetti più deboli sull’inflazione, rispetto ai mesi precedenti.

Questi due fattori, indicati dal direttore generale di Statistik Austria Tobias Thomas, spiegano perché l’indice dell’inflazione si sia rialzato in dicembre, ma non spiegano perché l’inflazione in Austria sia comunque così alta, anzi, la più alta in Europa, dopo quella in Slovacchia.

Anche in molti altri Paesi del continente si è registrato in dicembre un aumento dell’inflazione, ma su livelli comunque nettamente inferiori. La media europea è stata del 2,4% in novembre e del 2,9% in dicembre. Se si adotta l’Ipca (Indice dei prezzi al consumo armonizzato), che consente di confrontare il rincaro adottando una metodologia comune ai Paesi dell’Ue, l’inflazione dell’Austria a dicembre sale addirittura al 5,7%. In testa, come detto, è la Slovacchia con il 6,6%.

Sul fronte opposto troviamo l’Italia in compagnia del Belgio, con l’inflazione allo 0,5%, la più bassa in Europa. La Germania ha un’inflazione intorno alla metà di quella austriaca, ma ha registrato anch’essa un rialzo dal 2,3 per cento di novembre al 3,8 di dicembre.

Sul perché in Austria i prezzi al consumo continuino a crescere a ritmo sostenuto la spiegazione più plausibile viene indicata nell’aumento delle retribuzioni. I rinnovi contrattuali, infatti, hanno fatto tutti riferimento più o meno al tasso di inflazione e lo stesso criterio è stato adottato per l’adeguamento annuale delle pensioni. Non sappiamo ancora quale effetto produrrà l’eliminazione del “fiscal drag”, che nel 2024 comporterà un adeguamento degli scaglioni di imposta sui redditi percepiti nel 2023.

Secondo l’economista Monika Köppl-Turyna, direttrice di Eco Austria, citata oggi dalla “Kleine Zeitung”, “c’è il rischio effettivo di una spirale prezzi-redditi”. Il fenomeno ci rimanda in Italia ai tempi della scala mobile, che aveva innescato una continua rincorsa tra stipendi e il costo della vita.

NELLA FOTO, l’immagine adottata da Erste Group per significare gli effetti dell’inflazione: una palla di demolizione che frantuma una parete con i colori della bandiera austriaca.

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