Sabato 7 Novembre 2026

L’Austria è una terra di montagne (“Land der Berge…), ma anche una terra di vini con una storia millenaria. Quella del vino come lo intendiamo oggi – sincero e di qualità, in bottiglie con tappo e non sfuso in fiaschi impagliati – comincia però soltanto nel 1986. Dice niente questa annata? È l’annata del vino adulterato con il metanolo, che da noi causò 23 decessi e oltre centocinquanta intossicazioni.
Anche in Austria l’adulterazione al metanolo era prassi dei vignaioli, ma per fortuna non causò vittime. Quando nel 1986 scoppiò lo scandalo, i nostri vicini di casa si diedero precipitosamente regole rigorose per riguadagnare la fiducia dei consumatori, assicurando la genuinità e la qualità dei loro vini. L’operazione ebbe buoni risultati, perché favorì la produzione di eccellenze vinicole, puntando sulla qualità, anziché sulla quantità, e perché incentivò la diversificazione dei vitigni, che fino ad allora prediligevano all’80% i bianchi e in particolare il Grüner Veltliner, che è anch’esso un vino bianco, benché si chiami “verde” (“grün”).
Un effetto collaterale fu la crescita della cultura enologica e l’interesse per i vini di qualità, anche per quelli prodotti al di fuori dei vigneti di casa. La birra continua ad essere la bevanda prediletta in Austria, con un consumo annuo pro capite di 109 litri, ma il consumo dei vini è in crescita e ora è salito a quasi 30 litri.
Forse tenendo conto di questi fattori, l’azienda “Arte del vino” di Milano, che da anni si occupa dell’organizzazione di eventi enogastronomici in tutta Italia, ha deciso ora di andare per la prima volta all’estero, puntando proprio sull’Austria. Lo ha fatto perché la repubblica transalpina ha una posizione strategica nell’area danubiana, perché qui l’interesse per il vino di qualità, come scrivevamo, è in crescita e anche perché l’Austria, benché piccola, è uno dei principali mercati per l’export di vino italiano. Nel 2023, per esempio, l’Italia è stato il primo Paese esportatore di vino in Austria, con un valore di oltre 110 milioni di euro.
C’è dunque già una forte domanda, ma anche tanto spazio per far conoscere nuove cantine e nuove etichette. Per questo “Arte del vino” sta organizzando a Vienna un evento internazionale del tutto nuovo, che si chiamerà Italian Wine Experience e che si terrà il 27 e il 28 settembre nella Marx Halle, un enorme padiglione in acciaio, inaugurato a fine ‘800 dall’imperatore Francesco Giuseppe, che fino agli anni ’90 del secolo scorso ospitava il mercato delle vacche. Ora le vacche sono state trasferite altrove e la Marx Halle è stata ristrutturata ed è diventata uno splendido contenitore di eventi fieristici, musicali e culturali. Il nome non c’entra con Karl Marx, ma con Sankt Marx, a cui è intitolato anche il vicino cimitero.
Qui, dunque, Italian Wine Experience presenterà una cinquantina di cantine vinicole italiane, provenienti da varie regioni, con una selezione ampia tra piccoli produttori e aziende più strutturate. Gli ospiti avranno l’opportunità di degustare campioni illimitati. Tutti i produttori partecipanti saranno presenti, offrendo un’esperienza diretta e personale a ogni visitatore. Inoltre, sarà possibile acquistare direttamente le bottiglie di vino preferite, sostenendo sia i grandi marchi che i piccoli produttori indipendenti.

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