Venerdì 17 Luglio 2026

Georg Dornauer, vicegovernatore dimissionario del Tirolo (nella foto), è ora indagato dalla Procura di Stato di Innsbruck per violazione del divieto di uso di armi. L’esponente dell’Spö (Partito socialdemocratico) è sospettato, infatti, di aver partecipato a una battuta di caccia in Stiria e di aver sparato e ucciso con il suo fucile (o con un fucile avuto in prestito) un cervo.

Della vicenda avevamo riferito il 13 novembre. La novità di oggi è l’azione intrapresa dalla magistratura, che si basa sostanzialmente su una foto pubblicata l’11 novembre dalla Kronen Zeitung, nella quale si vede Georg Dornauer, in compagnia del proprietario della riserva di caccia, René Benko, e di altre due persone il cui viso è mascherato. Davanti al quartetto, un magnifico cervo appena abbattuto.

Dornauer si proclama innocente. Non avrebbe ucciso lui il cervo e non avrebbe nemmeno partecipato attivamente alla battuta di caccia, ma si sarebbe limitato ad accompagnare un amico albergatore del Tirolo (una delle due persone dal viso pixelato della foto), che a sua volta aveva ricevuto l’invito da Benko.

Questa versione non ha convinto la Procura, perché la foto sembra dimostrare il contrario. Non soltanto perché Dornauer vi appare al centro e con una mano afferra le corna dell’animale abbattuto, come un trofeo, ma anche e soprattutto perché sul cappello porta quello che i cacciatori austriaci chiamano “Beutebruch”. Si tratta di un rametto d’abete infilato nel cordoncino che circonda la calotta del copricapo. Non lo si mette lì per caso o per uno scopo puramente ornamentale, ma per il significato che esso ha: sta a dire che chi lo porta ha il merito di aver ucciso il cervo. Insomma, quel “Beutebruch” dimostrerebbe che Dornauer non ha partecipato alla battuta di caccia soltanto per tenere compagnia all’amico albergatore, ma proprio per cacciare e che è stato lui ha centrare con il suo fucile lo sfortunato cervo.

Ovviamente si tratta soltanto di un indizio. Il diretto interessato smentisce e sostiene che il cappello gli sarebbe stato “prestato” dall’amico, che però, chissà perché, nella foto non appare a capo scoperto. Era andato a caccia con due cappelli? O se li era scambiati con Dornauer? Per chiarire la vicenda, la Procura interrogherà tutte le parti coinvolte, a cominciare dal direttore della riserva di caccia, che si era fatto rilasciare 10 permessi in bianco dal “Magistrat” (a chi erano stati poi intestati i 10 permessi?), e visionerà i documenti su cui dovrebbe essere stato registrato l’abbattimento del cervo.

È curioso notare che a condurre l’indagine non è la Procura di Graz, competente per territorio (la riserva di caccia di René Benko si trova in Stiria), ma quella di Innsbruck, capoluogo del Land di residenza. Evidentemente prevede così il Codice di procedura penale austriaco. Ricordiamo che su Georg Dornauer pendeva e pende il divieto di caccia e di impiego di armi da fuoco perché nel 2019 aveva lasciato la sua auto nel parcheggio dell’aeroporto di Innsbruck, dimenticando un finestrino aperto e un fucile da caccia con caricatore inserito bene in vista su un sedile.

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