Piccolo sommovimento tellurico nella politica tirolese, ma con onde sismiche estese all’Austria intera. Il vicegovernatore del Land Tirolo Georg Dornauer, dell’Spö (Partito socialdemocratico), ha rassegnato le dimissioni. Da giorni era sottoposto a forti pressioni perché lo facesse e alla fine ha ceduto. Lascerà il governo del Land, ma resterà comunque consigliere nel Landtag. E, salvo imprevisti, resterà anche segretario politico regionale del suo partito.
Quali le ragioni del passo indietro? Un incidente di caccia. In senso metaforico, intendiamo dire. Nessuno gli ha sparato e lui non ha sparato a nessuno, ma pure le sue dimissioni sono dovute, indirettamente all’attività venatoria. Ci spieghiamo partendo da lontano.
Georg Dornauer è, anzi era un cacciatore. Il permesso gli è stato revocato, perché aveva dimenticato il fucile in bella mostra sui sedili dell’auto, per giunta lasciando aperto il finestrino, perché faceva caldo. Non può cacciare e non può nemmeno portare con sé armi da caccia.
E purtuttavia ha accettato l’invito a una battuta nella riserva del Gaberl, in Stiria, un’area di boschi e colline estesa per 1.300 ettari. Padrone di casa è René Benko, l’ex immobiliarista miliardario, il più noto in Austria, le cui società però, come avevamo riferito in questo blog, sono fallite una dopo l’altra. Lo stesso Benko è stato dichiarato fallito anche come persona privata. Ma le vie del Signore sono infinite e René Benko, che dovrebbe vivere di sussistenza e mangiare alla mensa della Caritas, può permettersi invece di andare a caccia, di essere padrone di una sua personale riserva e di invitare chi vuole a cacciare con lui.
Il 28 settembre scorso uno degli invitati era stato appunto Georg Dornauer. Le norme venatorie prescrivono che in casi del genere il direttore della riserva richieda all’autorità mandamentale (in questo caso il “Magistrat” della Murtal) i relativi permessi. La richiesta era stata fatta per 10 persone e per tre giorni. All’ufficio del “Magistrat” tuttavia il nome di Dornauer non risulta, perché le autorizzazioni erano state rilasciate “in bianco”: i nomi sarebbero strati aggiunti successivamente.
Quel che è certo è che il vicegovernatore del Tirolo ha partecipato effettivamente alla battuta di caccia. Lo documenta una foto pubblicata dalla Kronen Zeitung, nella quale appare assieme a Benko e ad altri cacciatori con un cervo appena abbattuto. Dornauer tiene la povera bestia per le corna, come fosse un trofeo e come fosse stato lui ad averlo ucciso. Se così fosse, avrebbe violato il divieto di partecipare a battute di caccia e di sparare, con conseguenze sul piano amministrativo e su quello penale.
Georg Dornauer ovviamente nega tutto. Non ha sparato e non ha partecipato alla caccia. Si trovava lì in semplice veste di ospite, invitato non da René Benko, ma da un amico albergatore del Tirolo. Ovviamente la sua versione appare inverosimile, almeno per quel che riguarda la presenza della riserva di caccia del Gaberl. Di norma gli inviti li fa il padrone della riserva, non un albergatore amico del padrone, che a sua volta porta con sé un altro amico. In ogni caso sulla vicenda sono in corso indagini, per accertare a chi siano andati i 10 permessi di caccia, chi abbia procurato i fucili e chi abbia effettivamente sparato al cervo.
Le ragioni delle dimissioni di Dornauer dalla vicepresidenza del Tirolo, tuttavia, non sono legate all’eventuale aspetto penale del caso, ma squisitamente politiche. Le richieste di farsi da parte sono giunte non soltanto dai partiti di opposizione, ma dallo stesso Spö, tra gli altri dal segretario Andreas Babler, dal governatore della Carinzia Peter Kaiser, e da Anton Lang, segretario dell’Spö della Stiria, dove tra qualche settimana si vota.
Un’eventuale infrazione alle norme sulla caccia può essere perdonata. Non invece l’imbarazzante vicinanza a un ricco immobiliarista, che con le sue operazioni spregiudicate ha causato il fallimento della sua holding, lasciandosi alle spalle debiti per miliardi, che nessuno rivedrà più. Un tempo – sembrano aver detto Babler, Kaiser e Land – i socialdemocratici passavano il loro tempo con gli operai e i disoccupati, non con i proprietari di riserve di caccia.
Avevamo avuto occasione di scrivere della tenuta di Gaberl quattro anni fa. Fu allora, infatti, che venne acquistata da René Benko, per 30 milioni. Ce ne eravamo occupati, perché fino ad allora era appartenuta ai Morassutti, una famiglia di imprenditori veneti. Un loro avo l’aveva acquistata nel 1887. L’articolo è apparso il 28 dicembre 2020.
NELLA FOTO, la pagina della Kronen Zeitung con Georg Dornauer, René Benko e altre due persone, al termine della battuta di caccia nella riserva di Gaberl. Si vede l’ex vicepresidente del Tirolo che tiene per le corna il cervo abbattuto.
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