Mercoledì 22 Maggio 2024

20.03.07 Roberto Speranza e Rudolf AnschoberIl governo austriaco ha cambiato strategia contro il Coronavirus e ieri sera ha annunciato drastiche misure, che colpiscono soprattutto l’Italia. Non deve sorprendere, perché è dal nostro Paese che l’Austria ha importato il contagio. Finora le persone risultate positive ai test sono 66 (è il dato aggiornato alle 21 di ieri) e, tolte quattro o cinque, tutte le altre erano rientrate dall’Italia o avevano incontrato amici o parenti rientrati dall’Italia.

Per limitare ulteriori “danni”, il governo ha disposto il divieto di atterraggio per aerei provenienti da Milano o Bologna. Il provvedimento è già stato comunicato agli aeroporti di partenza. La stessa misura è stata adottata per gli aerei provenienti dalla Corea del Sud e dall’Iran.

Ai valichi di confine con l’Italia verranno effettuati controlli sistematici della temperatura corporea a tutte le persone in ingresso. Il provvedimento entrerà in vigore lunedì e provocherà inevitabili code. Ma lo scopo della misura – ha spiegato il cancelliere Sebastian Kurz, in una conferenza stampa convocata all’improvviso ieri sera – è proprio quello di “soffocare” il movimento tra Austria e Italia, dato che nel nord del nostro Paese e soprattutto in Lombardia si trova il focolaio più grande dell’infezione.

Il ministro della Sanità, Rudolf Anschober, ha aggiunto che i passeggeri provenienti dai Paesi maggiormente colpiti dal Coronavirus – parte della Cina, Sud Corea e Iran – per ottenere un’autorizzazione all’ingresso in Austria avranno bisogno di un certificato medico.

Con questa svolta il governo Övp-Verdi fa propria sostanzialmente la proposta dell’estrema destra sovranista, che da giorni chiedeva la chiusura dei confini. È ben vero che i confini terrestri non saranno chiusi, ma sarà come se lo fossero, perché il tipo di controlli annunciati fanno prevedere tempi di attesa di ore per poter essere accettati in Austria. Molti rinunceranno al viaggio e faranno dietro front.

Difficile stimare quanto questa misura sarà efficace. Il contagio è stato portato in Austria da persone che, comunque, non sarebbero state respinte al confine, perché cittadine austriache o, come i due giovani di Innsbruck, cittadini italiani ma residenti in Austria.

 

NELLA FOTO, l’incontro di ieri a Bruxelles tra il ministro della Sanità italiano, Roberto Speranza, e il collega austriaco, Rudolf Anschober.

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AGGIORNAMENTO CORONAVIRUS. Il numero delle persone contagiate in Austria è salito ieri a 66 (dato aggiornato alle ore 21). La loro ripartizione territoriale (alle 16) risultava come segue: Vienna 23, Bassa Austria 15, Stiria 6, Tirolo 4, Vorarlberg 1, Alta Austria 1, Carinzia 1. Ancora nessun contagio nel Burgenland, che è il Land più piccolo e periferico dell’Austria, questo è vero, ma si colloca a ridosso della Bassa Austria e di Vienna, dove si registra il maggior numero di contagi. Circa 4.000 finora i tamponi effettuati.

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